Prudenza

Non posso rinunciare a te, sei l’unica cosa bella che ho. Le ossessioni sono tante, il discorso è il solito. Siamo a 3 giri, 1 sicuramente è andato. Prudenza. Correttezza. Sono le uniche cose di cui ho bisogno adesso. Non mi hanno mai detto quanto sarebbe stato difficile presentarmi a te. Vado e vengo costantemente e resto e trovo le parole giuste da dirti e non ho bisogno di altro. Sono io: ho un disperato bisogno di giocare con te. Ti ho detto ci sono e ci sarò e avrò ancora una volta bisogno di te, come tu di me. Mi piace vederti e vederti sorridere. Sei la mia bimba, resta così. Ieri hai reso questo giovane uomo nel papà più felice di tutti: grazie. Oggi in ufficio l’aria è un po’ tesa, perché le dimensioni contano, ma non sempre questo è necessariamente vero. Fisicamente, mentalmente, naturalmente e finanziariamente occorre stare dietro a qualcosa che non arresterà mai il suo avanzamento. E tutti dietro. Ognuno con la propria, e anche io come posso. Esempi ne ho molti, ma me ne servirebbero anche solo pochi e ben fatti. Scrivo, leggo, ogni tanto mi prendo un caffè e soprattutto parcheggio sotto le telecamere perché si sa: fidarsi è bene e non fidarsi è meglio. Domani mi cambierà la vita e non riesco proprio neanche a immaginarmela. La mattina sarà tutto diverso, la giornata sarà tutta diversa e anche la sera lo sarà. Immaginate voi la notte J Il meteo si alterna e le nuvole oggi ricoprono il cielo, è bello vederle passare. La mattina fa freschino, mentre la sera quando esci è già più o meno buio. Non c’è bisogno che corri, hai tutto quello che ti serve e non ti mancherà di certo in futuro. Sono blocchi interi di vita che scorrono e avanzano. Lavoro ogni giorno della settimana, tranne Sabato e Domenica. Lo spazio che mi circonda mi avvolge, ma la terra sotto ai piedi vacilla. E’ iniziato tutto troppo tempo fa, tutto va bene. Mi piace ripensare a quello che ho trascorso e che sto trascorrendo e ogni tanto provare ad immaginare un domani. So cosa voglio e come fare per ottenerlo, ma ciò che più mi piace è abbracciare ciò che ho e ciò che viene. So già amare e ciò mi basta. Sono tante, molte, troppe le cose che vorrei e che non ho. In ogni caso so e ho imparato come fare a far si che non mi manchi nulla, e questa è la cosa più bella. Avere tutto o avere molto o avere poco o avere niente, poco cambia se sai davvero come fare a rendere la vita un po’ più bella. Rileggersi: è una pratica da tenere in considerazione costante. Una cosa bella e una cosa no: un nome ed un cognome. Un numero di telefono ed un indirizzo. Qualcosa di me, qualcosa di te. Io sono sempre stato così un tipo deciso, sicuro di sé. Ho sempre avuto chi mi vuole bene, ho sempre avuto chi mi odia. E’ come un procedimento legale: mi spiego, siamo tutti coinvolti nel bene e nel male in qualcosa più grosso di noi, ma la vera verità è, a mio modestissimo parere, che non bisogna terminare alle rinunce e all’ottimismo. Trovo il tempo di buttare giù 2 righe.

Ci leggiamo la settimana prossima.

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Ad Un Paio Di Paesini Da Qui

Ad un paio di paesini da qui è la vita: signore ben vestite si preparano ad uscire perché oggi è giornata di mercato, gli uomini infilano gli stivali per trovarsi al bar per la prima colazione, caffè e chantilly. Un rintocco di campana, è la chiesa. Oggi c’è un po’ di foschia nell’aria e fa freddo, io mi copro bene, il riscaldamento in auto mi dà un po’ di tepore, quello giusto, quello che serve, i guanti mi proteggono le mani, il cappellino da trucker mi dà conforto e il collo tecnico azzurro marino in lana tecnica mi copre parte della testa e le orecchie fin sopra al naso. Le calze di cotone pesante si infilano nelle scarpe con il carrarmato, lo preferisco quando qualche centimetro in più mi separa dal freddo cemento dell’asfalto. Oggi qui nel mio territorio è la giornata più fredda della settimana, la minima fa 2° centigradi. Però il cielo è terso, tempo una ventina e sono già in tangenziale, oggi il traffico è qualcosa di mostruoso. Il cambio automatico scandisce il tempo tra un TIR e l’altro. Abbasso la musica, l’acqua fresca è al suo posto, quello dietro mi accompagna, mi sento meno solo. Il budget monetario della giornata ha già cominciato a girare, sono stato bravo, non lo supererò neanche oggi. E poi ci sono le cannette, le sigarette elettroniche che di tanto in tanto mi sollevano i pesanti pensieri sul futuro e sul presente e sul passato. Sono arrivato. Il badge mi ricorda che il mio tempo non è più mio, lo sfilo dal portafoglio, l’ho sempre adorato questo regalo: pelle degli interni della Ferrari e vera vela di barca a vela. Mi cade un biglietto da visita, la mia società di consulenza anche questo mese pagherà regolarmente le tasse allo stato italiano. Dò un’occhiata in giro, a parte i soliti non c’è nessuno. Glisso il caffè, la stufetta mi aspetta al primo piano, glisso anche l’ascensore. Stanotte la mia bimba si è girata e ha proteso le mani verso di me nel sonno, le ho messo un braccio intorno al suo corpicino e me la sono tirata a me, faccio un passo e affondo in quel ricordo, in quello e nel bacio prima di uscire a D. Faccio un salto sui social e le testate giornalistiche nazionali, un po’ di sport: niente di nuovo, maltempo prevalentemente oggi. Il restyling di oggi prevede un bicchiere di frutta e cereali a pranzo, oppure il gelatino di Grom ed un paio di pijama nuovi da intimissimi uomo e 3 pile a tampone per far ripartire un bel giochino allegro. Oggi è Mercoledì 13 Novembre 2019, mi guadagnerò lo stipendio anche oggi, come tutti i giorni, solo che per quello che faccio non è proprio per niente adeguato. Dopodomani arriverà il conguaglio, ed è già tutto pronto per la divisione delle spese, tante, troppe. E’ una giungla, un dedalo. Ieri sera il cielo era rosa e mi ricordo che un detto popolare molto famoso recita così: rosso di sera, bel tempo si spera. E io spero di ricevere buone notizie entro una settimana, sarebbe già qualcosa. E non è mai abbastanza.

 

Ci leggiamo la prossima settimana!

3.017 Caratteri Spazi Inclusi

Polipi & Polipesse

Una volta partiti per la 2° settimana di Novembre non sapevo bene cosa mi aspettasse. Il weekend lungo era appena passato, los dias de los muertos e Ognissanti, anche quelli non canonizzati, e il tempo si era ingrigito un pò e il calore a casa era tornato ad essere artificiale e il sonno un po’ più riposante. Nel sito aziendale avevo cominciato a sfruttare quella mezz’ora magica di orario flessibile che se utilizzato bene, da una parte non devi spr care permessi e dall’altra puoi dormire un po’ di più e arrivare al pc un po’ più rilassato del solito. Si è vero, si esce sempre un pò dopo, però davvero, basta anticipi esagerati, ma a me chi me lo fa fare. E poi pranzi coi colleghi o panini alla scrivania, poco cambia, le giornate uggiose e il tepore della felpa sul dorso delle mani che battono alla tastiera hanno un prezzo ben preciso, assai costoso per altro. Tornerei a casa, la sera, un bell’acquario ci attende a me e al mio soprabito lì nell’angolo, nella penombra della camera: al suo interno una piccola comunità, una famigliola di cicciotti. Sono tra i 6 e i 7 polpi tra maschi e femmine, mamme e papà con i loro figli. La mia compagna culla mia figlia nella camera con la TV da 60”, ora è il mio turno. È l’ora della pappa, sua e nostra, prima che io mi prepari per il giorno dopo. Ho scassato l’ennesimo telefono e mi ritrovo a girare con un coso pacchissimo più quello rotto senza la possibilità di cambiarlo per almeno un paio di mesi, e no miei cari. Tenermi in scacco così, proprio non si fa, no no no. E poi sto cellulare con il fondo marino proprio non riesco a sopportarlo. Quello che mi piacerebbe adesso è convincere quel caro collega anziano con il Cessna a farmi fare un giro con le cloche. Purtroppo adesso come adesso posso permettermi poco niente e domani è già Lunedì e a parte un paio di appuntamenti per le consulenze private grandi novità non ce ne sono. Siamo in Italia e io lavoro solo ed esclusivamente per pagare le tasse. Ma sono contento, a fine Dicembre forse mi arriva uno scatolone di braccialetti spagnoli fatti a mano da vendere all’ingrosso, i prezzi sono modici, vanno dai 3 euro ai 15 euro. Belli sono proprio belli, tutti colorati, io il mio paio da indossare alla caviglia li ho già scelti è veramente non vedo l’ora che arrivino. Siamo a Novembre, quasi alla metà, ed io sono già tutto un crogiolo di buoni propositi per il prossimo anno, io! E scrivo il mio blog, che qualcuno legge. Mi piace scrivere, è distensivo. Non ci posso proprio pensare che mi servirà per arrivare a ricevere il premio Nobel per la letteratura, non vedo proprio l’ora di parlare alla platea, di recitare il mio discorso. Io, solo io, e nessun altro infiltrato, io ed il mio sforzo letterario, in cima alle classifiche mondiali, scolpito nella storia. Dell’umanità, dell’umanesimo e del risorgimento tutto assieme. Non è tanto che scrivo, compio un anno il mese scorso ma è come se fosse ieri.

Ci leggiamo da domani in avanti. Buona serata.

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La Terra Di Mezzo

È Sabato 2 Novembre 2019, questa è stata una settimana corta, lavorativamente parlando: Giovedì tutti a casa. Era la festa di Alvin, di agliowin, di aulin. Si insomma, quella. Io per festeggiare nell’umiltà del ruolo di padre di famiglia e buon impiegato ho acquistato un cestino di biscotti a forma di zucca, per la precisione trattasi di baci di dama. In ogni caso, è andata così anche quest’anno, non ho organizzato niente di che, nessuna serata maggica, nessuna festa particolare. Solo un po di intimità in famiglia. È passato qualche ragazzetto con il cappello da strega ma poi anche loro se ne sono andati, lasciandoci nella nostra piccola terra di mezzo a giocare con la bimba e mangiare qualche dolcetto. Ci è giusto giusto uscito un kebbabino smezzato con chi mi vuole bene. Detto questo, il prossimo halloween in una piscina riscaldata, e champagne, e fragole e amici e amiche, è una sauna e musica e belle macchine e bei vestiti, e qualche risata in compagnia. Però devo dire che ieri sera, che era Venerdì, mi sono proprio divertito: era il compleanno della mamma della mia compagna e oltre ai super arancini della nonna, c’era una torta per 10 persone e le maschere della cassa di carta con le tute rosse Marte. Oggi è Sabato 2 Novembre ed è appena iniziato un nuovo mese e tra qualche giorno si becca lo stipendio e tante sono le cose per cui prepararsi e ancora di più le cose che stanno finendo. Non sono neanche aggiornatissimo sull’argomento ma credo si sia aperta la stagione venatoria, quindi i cacciatori sono liberi li nei boschi coi loro fucili, che aspettano solo l’ora di pranzo per ingoiare cacciagione nelle più sperdute osterie del territorio. E le mogli a casa ad aspettarli. Probabilmente questo è un argomento che potrebbe infastidire giustamente qualcuno, io dal mio canto cerco di non farmi affascinare troppo da questi mondi paralleli che ci circondano. E si perché se penso alla fiera universale del 2020 che si terrà a Dubai, un po’ mi sale la carogna, perché credo proprio che non ci riuscirò ad andare. In ogni caso, poco importa (Il’ n.d.r. Questi caratteri li ha scritti mia figlia di 9 mesi) perché sono curioso come una scimmia, sono curioso di cosa accadrà, di chi conoscerò, di cosa farò, dirò e di cosa mi faranno fare. Sono curioso di sapere se si può stare meglio di così e di quanto può durare. Voglio godermi le piccole e le grandi soddisfazioni.

Tra poco trasloco, si tratta della prima casa di proprietà, bum, 6 mesi chiavi in mano. Probabilmente non sarà una reggia ma è il mio piccolo mondo, un microcosmo da cui partire per una nuova favolosa avventura. 2020, un anno nuovo, un anno diverso dagli altri che da una parte comporterà un sacco di spese in più. Qualcuno mi disse che signori si diventa anche se non ci si nasce e io voglio crederci. Mi hanno anche detto che la vita è una ruota che gira, ed a ogni giro qualcosa che mi aspettavo sarebbe dovuto succedere è successo.

Ci leggiamo la settimana prossima

3.012 Caratteri Spazi Inclusi

Neanche se me lo chiedi

È Venerdì sera, la settimana è finita. Finalmente il meritato riposo, o almeno così speravo. Mi ritaglio un po’ di tempo libero per scrivere i miei 3000 caratteri, aiuta a scacciare certi pensieri. Tipo un po’ di stress da lavoro, la stanchezza fisica, la prossima cena dai parenti. Io personalmente preferisco gli spazi aperti, le passeggiate e i pic-nic. La buona notizia é che ho finalmente preso una decisione chiara e del tutto inaspettata ed improvvisa: ho smesso di fumare. La mia è una storia troppo lunga per raccontarla tutta in 3 righe, per farla breve sono passato dal tabacco alle Iqos, quelle elettroniche, e oggi ho smesso. Da adesso in poi conterò i giorni di rettitudine. Io sorrido, perché so già che non mi mancheranno affatto. Ne sono straipermegasicuro, e cavolo se funziona. Ho adottato un metodo infallibile, troncare da un giorno all’altro. Magari non sarà tra i più indicati dagli esperti ma garantisco che funziona. Sono passate ben 6 ore dall’ultima, inconsapevole di esserla, sigaretta elettronica. Penso che la terrò per un po’ poi non so, la darò a qualcuno. La mia tipa dovrebbe essere orgogliosa di me. Io lo sono, di me. Mi chiedo come sarà tra un po’ di tempo quando e se mi tornerà la voglia.

L’altra sera ho interrotto di scrivere, ho riposato un giorno e adesso sono le 4.40 di domenica mattina, contando già il cambio dell’ora. Ieri sera un amico ha chiamato per una pizza ma la mia ragazza non ce la faceva proprio. Quindi nulla, ho preso sonno presto ma stamattina erano le 2, con ora solare inclusa. La prossima settimana ho un lavoro e da fare che è parecchio lungo e parecchio noioso anche se piuttosto semplice. Sto diventando il mago dell’archiviazione. Tra l’altro anche la scorsa settimana ho avuto proprio molto da fare, tra il solito e l’aggiunto è diventata piuttosto ardua. Ieri sera però mi sono ritagliato 5 minuti per un panino dal paninaro, doppia tennents e 4 chiacchiere con gli amici del furgoncino Mimmo.

Qui in città sta cominciando a fare freddo, e sono 2 giorni che prendo un antinfluenzale tipo lo zerynol. Caffè e zerynol 🙂 Se ripenso alla vita che conducevo anche solo 4 anni fa o anche solo l’anno scorso, sono cambiate molte robe, qualcuna in meglio e qualcun’altra più o meno. Tipo che vorrei, mi piacerebbe concludere quel percorso universitario che cominciai tempo fa e al quale mi mancano gli esami contati a terminare. Mi impegnerei, ce la farei, ne sono convinto. La voglia non mi manca, forse solo un po’ il tempo e i soldi. Eh eh.

Adesso con la bimba ed un altro po di spese sarebbe un po’ difficile. Tra l’altro tra un po’ inizierà anche l’asilo e non si sa nulla, ne la formula mattina, pome, full. Se c’è la nonna, la mamma quante ore fa in ufficio. Una cosa è certa, a me le 8 ore restano. È veramente difficile trovare il modo per far combaciare tutto al meglio. Vi ringrazio ancora cari follower che mi leggete, lasciate un mi piace o un commento se vi va

Ci leggiamo tra una settimana

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Il Forziere Dei Pirati

Mi ricordo, parecchi anni fa, ero piccolo, mi piaceva fantasticare di mari e grandi navi e pirati. Mi immaginavo un passato fatto di avventure ed eroici esploratori. Poi sono cresciuto e ho conosciuto prima i banchi di scuola e poi le scrivanie dell’ufficio. Si sa, non siamo scimmie, ma a volte ci riduciamo a poco più che quello: fai la fotocopia, invia la scansione, stampa. A volte mi capita di ringraziare i colleghi per qualche consiglio dell’ultima ora, però, proprio come una scimmietta, il grosso del lavoro spetta a me. Ora sono sulla mia sedia, bruttina e un po’ scomoda a dir la verità, di fronte a me il monitor, alzo gli occhi e vedo dossier consunti ovunque, sento la presenza dei colleghi dello spazio affianco, perché si sa, ogni ambiente in ufficio è uno spazio a parte. Qualche foto da guardare in un angolo, il termos d’acciaio, le carte poi sono praticamente ovunque. La giornata è quasi finita, il lavoro è aumentato esponenzialmente in questo periodo. Questo è il mio piccolo diversivo nei momenti di tranquillità. Mi piace scrivere, parlo di cose vere e reali che mi capitano tutti i giorni. Di un passato lontano, lontanissimo o vicino che sia. Uno strappo alla regole, o mio dio quante regole, troppe, troppo contorte, il semplice diventa complicato: non alzarti, pochi caffè, non sprecare la carta…e potrei continuare così per ore. Io poi ci metto la testa, o almeno ci provo dai. Avrei voluto poter decidere meglio in passato, questo si: magari adesso non starei guardando le tende scure a pacchetto delle finestre. Avevo una piantina una volta tra il cordless e le clips, ma il mio pollice verde ha deciso di dedicarsi interamente al tastino dx del mouse. E’ un’avventura e sono felice. Anche se di sti tempi è meglio cercare di essere un po’ più umili, come mi ricorda sempre la mia compagna, e poi soprattutto evitare di spargere la voce in giro, proprio perché non sai mai cosa ha in serbo il futuro per te. Io dal mio canto faccio il mio, mi sono procurato una benda da pirata, e la gamba di legno e il pappagallo e soprattutto il temutissimo uncino. Adesso mi defilo, torno a casa è Venerdì la settimana è finita, mi aspettano un paio di pizze coi parenti e un po’ di minestrina con le verdurine, possibilmente la domenica sera. Passerò un po’ di tempo con la mia famiglia, porterò a spasso il cane e probabilmente fumerò un paio di sigarette sul balcone. Non posso chiedere di meglio. Un po’ di riposo, mi piacerebbe dormire un pochino. Magari dopo pranzo, affianco al fianco che preferisco e le manine più dolci del mondo. Perché Lunedì si ricomincia e mancherebbero ancora 10 Lunedì a Natale. Ferie ben meritate. Spero che qualcuno mi regali qualche bell’album musicale da ascoltare. Perché mi rilassa tanto. Spegnerò anche le candeline della torta di compleanno a breve, i 40 si avvicinano… Ora vado, statemi bene, buon week a tutti.

Per chi volesse, ci sono i commenti subito qui sotto, sarei felice di rispondervi! TNX

Ci leggiamo la settimana prossima!

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Non Posso Chiudere Il Blog

Ci ho provato, mi sono detto questa è l’ultima volta. Purtroppo continuo ad avere richieste di non farlo, non posso chiudere il blog. Eppure ero sulla buona strada. Le giornate scorrono inesorabilmente, una dietro l’altra, senza che me ne possa accorgere. Mi addormento ed è notte, apro gli occhi ed è giorno. Mi riposo un po’ e mi affatico, però mi affatico per un motivo o per l’altro, quindi niente mi sono detto: alla fine cosa mi costa tenere il mio diario settimanale, è piacevole tutto sommato rileggermi, guardare le immagini e sorridere di tutto ciò. Ciò nonostante, prendetemi in parola se vi dico che è un lavoraccio. Ho tante cose da raccontare, e mi rendo anche conto che un canale vale l’altro. Molte cose sono andate nel migliore dei modi e tante piccole cosine un po’ meno. Non so davvero cosa aspettarmi dal futuro, io resto nel mio. Non ho grosse pretese ne aspettative, non evolvo particolarmente, non seguo un codice particolare, non sono particolare felice, triste o arrabbiato. Semplicemente alzo la testa dal cuscino, mi preparo ed entro in ufficio. Qui ho tutto quello che mi serve: luce, aria condizionata, un pc, carta, caffè ed acqua. Sono entrato in punta di piedi e adesso cerco di prendere tutto quello che posso, cerco di farmi rispettare. Da un parte o dall’altre dovrò pure uscire, quindi è meglio se mi metto comodo e faccio il mio. Tra mal di testa e acciacchi vari vedo gente stare molto meglio di me e per i più diversissimi motivi stare peggio. Ho bisogno anche io di una tachipirina. Ieri era Domenica e ho fatto le solite cose, genitori, pranzi vari, ma come tutti i giorni sono riuscito a ritagliarmi un piccolissimo spazio per me. Sono stato al bar, li ho preso un caffè, magari smetterò anche con quelli, ci sono ampi spazi di miglioramento. Ho parlato con mio fratello, è una vita che non mi chiama pisellino, non è che mi piaccia particolarmente questo soprannome, però è tenero come lo dice 😉 Ho abbassato un po’ i finestrini in auto al ritorno a casa e probabilmente ho preso una multa al velox. Quel dannato velox è lì da mesi ma fatico ancora troppo a tenerlo a mente. Ho anche avuto il tempo di fare un salto in uno di quei centri commerciali dell’arredamento, vedere così tanti mobili e divani ti fa sentire un po’ più a casa. Non sono riuscito a dormire stanotte, nel buio sono riuscito a non spaccarmi nessuna falange dei piedi, che è già qualcosa, ma tempo zero ero già di nuovo sul divano. Non ho dormito, ero in dormiveglia, si stava bene, è stato piacevole, anche quello. Sono un tipo sbadato io, mi devono ricordare le cose, però la sveglia la mattina non suona mai. A quell’ora sono già sveglio. Non lo posso chiudere il blog, faccio cose troppo divertenti e buffe per non raccontarle. Anche solo un like mi fa contento, una visualizzazione in più. Rendo un servizio a me stesso, nessuno ne giova oltre a me. Questo blog è nato per questo e nient’altro. Non sono particolarmente motivato ma mi piacerebbe provare a ricominciare da capo. Voi che ne dite? Una piattaforma vale l’altra, quindi io rimarrei qui. Quindi: ci leggiamo una volta a settimana. Ciao.

Ho bisogno di ferie, non vedo l’ora ci sia una pausa, ci rileggiamo la prossima settimana.

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Questo E’ L’Ultimo Post Di Un Blog Che Non Avrei Dovuto Neanche Iniziare

Carissimi è giunto il momento, è passato un anno intero e poco più. Ma purtroppo va così, chiudo definitivamente il Blog Dell’Impiegato In Carriera. Non dico che non serva a nulla, ma semplicemente non mi serve più, ho raggiunto il mio scopo, ho detto tutto quello che c’era da dire e non mi serve continuare con un hobby infantile e inutile. Che poi io sono un po’ sempre stato così, mi faccio prendere dall’entusiasmo che inevitabilmente scema per poi terminare miserabilmente in maniera categorica e definitiva. Non ho più voglia, non ho più tempo, non ho neanche più quel bisogno che credevo fondamentale di esprimermi. Se va bene non mi leggete, e se mi leggete tanto non ci capite una mazza comunque. stupido io, non lo avrei dovuto manco iniziare. Meglio il nichilismo. No davvero, non sto scherzando: è come quel famoso meme di Kanye West con gli occhi a palla. Ma va bene, basta cazzate, questo blog non era di nessuno a parte me. Mi consolavo nello scrivere un paio di articoli alla settimana all’inizio, ero preso proprio bene. Poi è successa una storia e sono passato all’articolo singolo, quanti bei ricordi: ma sono solo ricordi. Non sono neanche la persona più idonea a scrivere. A volte faccio solo confusione, rischiando così semplicemente di confondere voi lettori. Che magari siete già confusi di vostro, questo non lo so e NON lo voglio sapere. Non leggo, non studio, non guardo le serie TV e non ascolto musica. Mi siedo su di una sedia la mattina alle 8 e mi alzo alle 17, bom questo faccio. Non sono simpatico e non mi interesso dei problemi altrui, anzi mi danno particolarmente fastidio. Non sono un mostro, non sono una macchina e non sono un uomo. Non ho voglia di annoiare nessuno, semplicemente mi basterebbe una vita un po’ più serena e spensierata. Mi curo poco di come mi vesto e della pulizia personale, tant’è che ho dei capelli veramente di merda ma questo come potete ben immaginare non è il mio unico, essenziale e fondamentale problema esistenziale. Sono anche fatto male, secco un po’ a cazzo e qualche rotolino a cazzo pure quello. Non c’è più niente da capire, il mondo andrà avanti e io con lui. Nella marea. Grazie per chi ci ha creduto :), grazie a chi non ha ancora iniziato a farlo, grazie a chi lo farà e anche a chi non lo farà mai. Grazie, grazie, grazie. Grazie brava gente. Grazie stronzi. A me scappa da ridere, ma penso che la matita e la gomma e la calcolatrice mi stiano aspettando. Devo fare dei prev, devo prepararmi il pranzo, devo uscire per le commissioni, devo andare al mercato e soprattutto devo finalmente andare dal dentista perché ho la salivazione fuori controllo: se non sputo annego. E a me questa condizione non piace perché dai diciamocelo francamente, è perfino impossibile bere un bicchiere d’acqua o dare un morso al panino. Lo segnalo: è violentemente stressante.  

P.S. non lo farai e se lo farai sarà troppo tardi e inutile e poi comunque impazzirei (non è quello che pensate, ded to u.u, n.d.r.)

La Mia Aventura !

Ci leggiamo la prossima settimana.

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Non Smettere Mai Di Sognare

Sognare e credere in qualcosa in questa vita danno una mano a superare momenti difficili che è possibile attraversare. Immaginate se smettessimo di sognare, oppure se iniziassimo a sognare troppo tardi. Faccia a faccia col futuro, sognare qualcosa, qualsiasi cosa, di grande e grandioso potrebbe rendere la difficoltà un po’ meno temibile. Probabilmente questo è solo un pensiero, uno dei tanti che mi sono venuti in mente guardando la Premier League questo fine settimana: pensa a tutti i ragazzini che intraprendono la carriera da calciatori sognando di presenziare in Champions League. WOW, che botta. Tutti quei genitori che magari fanno anche dei gran sacrifici per mandarli alla scuola calcio. Poveri noi. Già mi immagino le telefonate alle 11 di sera: “Pronto?” “Ciao hey! Ci sarebbe da andare a prenderlo” “A. Ma diluvia, cioè c’è proprio l’alluvione” “Vai piano”. TU TU TU TU. Quindi mi faccio un sonnellino, il piccolino arriva alle 00.30 in stazione, mi vesto controvoglia, mi metto in auto, affronto onde alte mezzo metro e alle 2torno a casa. Tanto domani si lavora e pure quello è lavoro. Non c’è male direi, più che altro è entrare nella doccia alle 8.20 che mi scoccia un tantino. Ma alle 9 in punto o giù di lì sono al cancello.

Oggi invece no, lascio la cagnolina dopo la passeggiata e con la sigaretta elettronica passo dalle popo a raccogliere un collega. Se nel weekend c’è stata qualche bella occasione per festeggiare allora si fa tappa al bar e si sgarra con un caffè forse corretto. E che fastidio agli occhi, prima uno, poi l’altro, poi insieme, che nemmeno gli occhiali riescono a sedare. E’ come se avessi un granello di sabbia grande come una pallina all’interno. Penso al collirio, ma no. Penso ad una grattata termoatomica, ma no. Non ce la faccio, devo partire, sono già con la testa alle prossime vacanze. Peccato debbano ancora passare ben 11 mesi, undici mesi, XI mesi, e io sono in ufficio, naa.

Una mano dietro la spalla, un sorriso davanti a me, a capo di tutto questo un sogno da inseguire con tutto me stesso. Da piccolo volevo una Volvo, da grande ho visto quanto fosse inarrivabile una Maserati, non mi sono mai voluto così bene. Sono il primo.

Accendo il PC, metto gli occhiali, l’archivio si accumula sulla scrivania affianco. Le foto sulla scrivania, la mia calcolatrice, la piantina sempre verde. I colleghi e le colleghe. Sono già 8 mesi. 8 mesi e una vita nuova. Qui tutto è bellissimo, lo so. Qui siamo tutti impegnati nel nostro lavoro e io qualcosa con cui impiegarmi lo trovo sempre. Perché anche chi non ha mai creduto in me adesso si dovrebbe ricredere. Oggi sono qualcuno, domani chi lo sa. Ho visto castelli, mari e strade, non gioco e non sono un bambino. Le città di questo pianeta sono tantissime ma una sola è casa per quanto sia difficile chiamarla così. Io sogno a grandi stadi, chiamo il coraggio con nome e cognome, mi prendo cura di me. Voi accendete pure la luce, correte a destra e sinistra, ditemi le cose che pensate di me in faccia, vi risponderò sempre con il mio miglior sorriso.

#noncestoriachetenga

 

Ci rileggiamo

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Una Storia Tranquilla

Una storia tranquilla è ciò che mi servirebbe in questo momento. Qualcosa del tipo una casa, un lavoro stabile, una famiglia, una macchina, un pesce rosso. Non che io non abbia la maggior parte di queste cose ma quello che ci vorrebbe sarebbe anche più tempo. Più tempo per godersele queste robe. Il tempo è sacro dicono, e io trascorro troppo tempo in viaggio tra una realtà e l’altra. Il fine settimana, e anche quel periodo che intercorre tra una pausa e l’altra. C’è troppo divario, troppo distacco, l’essere umano è per antonomasia abitudinario, fa le stesse cose ai soliti orari, vede le stesse persone, utilizza sempre le stesse cose. Non che uscire e cambiare aria sia un male per carità. Ma con umiltà e saggezza preferisce risparmiare, come le formichine, e andare a dormire sempre alla solita ora, e cenare sempre alla solita maniera, come con i riti. La vita dell’uomo sembra quasi un rito, ecco, ecco. Chi c’è c’è, chi vuole partecipare partecipa, chi non vuole: niente! Sei un neonato? Agiti le braccia disperato. Sei un bambino? Giochi. Sei un uomo? Piangi di fronte al conto corrente in banca. Va così, più o meno per tutti. E io? Io cosa faccio? Bè io stampo, scannerizzo, fotocopio, telefono, pinzo, imbusto, compilo dati, mi rovino la vista permanentemente di fronte al monitor. Ma che dire? Spero sempre che il fondo assicurativo del lavoro riparta e così potrò fare come il 99% degli impiegati 35enni italiani laureati che si fanno il laser per riacquistare la vista persa a lavoro e perdere il resto del sonno aspettando che l’intervento abbia effetto. Un bel futuro il mio: tra corse in ufficio e simpatici caffè coi colleghi. E poi c’è sempre la casa dove capi e tirapiedi non possono fare il loro ingresso: questa è una bella notizia. Sull’uscio le scarpe, sul divano i cuscini, sul comò il portafogli. Tutto è bene quel che finisce bene. Tua moglie, la tua ragazza, la tua compagna, la tua fidanzata, ti aspetta a braccia aperte con la prole in braccio, mentre tu dispensi serenità da tutti i pori. Fai colazione e doccia la mattina, hai un cuscino comodo e l’armadio coi tuoi vestiti. Il cassetto dei calzini chiede di essere messo in ordine e anche da un pezzo. Gli spazi sono quelli e non se ne esce, sempre che tu ne abbia di voglia di uscire. La tv è accesa, il lumino della cappa anche, anche la sigaretta elettronica sul balcone è accesa e tu non vedi l’ora di andare in pensione. Sempre se ci vorrai andare in pensione. Perché il lavoro dura a lungo. E poi pensi a chi raggiunge Montecarlo in autostrada in Ferrari, a chi guida Porsche, a chi ha la fortuna di conoscere miliardari veri e frequentarli, a chi alza il grano e spende i suoi soldi, a chi si compra auto nuove, a chi ha responsabilità riconosciute, a chi viaggia per lavoro e a chi un lavoro degno di essere chiamato con questo nome ce l’ha.

#dovelaverita #maicosi

Io sono tranquillo, come la mia storia.

Ci leggiamo prossimamente, tra una settimana almeno.

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