Finalmente è Venerdì, si pensa al weekend e si raccolgono le membra stanche verso casa. Ogni sette giorni puntualmente lo stesso film. 

Dove lavoravo prima era obbligatorio fare sempre qualcosa nel fine settimana: gite, pranzi, uscite, non importa; e tutti il Venerdì ti chiedevano cosa avresti fatto, per poi accertarsi cosa avevi realmente fatto il Lunedì e si offendevano pure un tantino se non facevi nulla.

E i primi tempi magari ti adeguavi pure e cercavi di combinare sempre qualcosa, ma alla lunga…se ci pensi sono 2 giorni di riposo che è preferibile godersi, magari decidendo anche di non fare un bel cavolo di nulla!

Anche perché, in realtà, quello che tu veramente aspetti con trepida ansia sono le intere settimane di ferie per viaggiare i viaggi, quelli veri, in vacanza, al mare, montagna e campagna, da solo o in compagnia.

Che bello viaggiare! Solo nel 18 posso tirare fuori le foto di Palma di Maiorca, sotto Capodanno, e un pò più in là quelle della Madre Patria Russia e sarei dovuto anche andare in Kenya anche se alla fine ho dovuto optare per la Versilia. All’Università le traversate per il Mar dei Caraibi, il Messico, Israele, Les Deux Alpes, senza contare le puntatine a Londra, Parigi e in Tunisia.

È un lusso che mi piace concedermi, mi rilassa dallo stress, mi distende.

È bello prima con la preparazione delle valige, gli itinerari e le guide, è bello durante con tutte quelle facce e i luoghi nuovi ed è bello dopo con i ricordi, le foto e le storie più inaspettate.

E i viaggi lunghi non sono solo quelli dove passi ore e ore da un aeroporto all’altro, ci sono anche quelli belli in auto o in nave, come quando sono stato via per lavoro nel Sud Italia, negli Abruzzi, ore e ore di autostrada, o a Palermo con la nave, la nostra bella Italia. E ancora a Barcellona in treno, il tirocinio in Romania, in Germania per fiere, o l’Austria mezzo Stelvio.

Ogni singolo viaggio è un piccolo tassello di un’enorme puzzle, ti senti il padrone del mondo intero, ogni albergo in cui alloggi, ogni strada che percorri, ogni bagno che fai è un po’ speciale a modo suo. Non te ne accorgi e la tua vita si costella di momenti unici, fatti di esperienze che non dimenticherai mai più, volente o nolente. Puoi parlarne ai più, qualcuno lo annoierai, ma tu li custodisci gelosamente come la cosa più cara che hai, perché se adesso sei quello che sei lo devi anche a quegli istanti indimenticabili. La cosa più bella è che a volte riesci anche a trovare un filo conduttore che collega e unisce tutti i mille frammenti accumulati e tu ti irrobustisci nella speranza che nessuno mai infranga i tuoi sogni.

Si può viaggiare anche senza necessariamente partire, bastano poche parole di qualcuno di fidato e via è come se avessi un bagaglio in spalla.

Che poi diciamocelo bisogna anche saperlo fare, viaggiare, non tutti sono capaci, io spero solo di macinare ancora decine di migliaia di chilometri su questa strada, fermandomi ogni tanto all’autogrill per una piccola sosta.

 A Lunedì!

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