Ciao e buon inizio d’anno a tutti, siamo nel futuro e non ce ne rendiamo conto.

Ci vuole chiarezza, indubbiamente.

E penso a quanta merda ci circonda.

Siete mai stati dei leoni? Dico dei principi? Dei re?

Avete mai visto cose che non esistono in cielo e in terra?

Avete mai sentito una musica così forte da oltrepassare tutti i muri scibili alla cognizione umana?

No?

Attaccate la 220 e provate, provateci,  una volta,  un’ora, un mese, due anni, una vita intera…

Mi chiedo come mai alcune persone lo fanno, lo fanno spudoratamente senza vergogna, senza paura, senza se e senza ma.

Siamo tutti alla ricerca di qualcosa, ci lamentiamo, ci sfoghiamo, ci arrabbiamo e poi…poi niente…finisce tutto…ce lo dimentichiamo.

Gelosia, vendetta, ironia.

Qual è il trucco, il segreto, la sorpresa?

Lo sai quanto sei coglione? La immagini la vastità dell’immensità della coglionaggine che ti contraddistingue?

No!

Non lo immagini neanche.

Perché non ci riesci.

Perché non lo sai.

Perché non lo vuoi.

E’ solo gelosia, la tua.

Un vetro scuro non sempre è una minaccia, un vetro scuro nasconde qualcosa, un vetro scuro è la cosa più bella che ci sia, un vetro scuro ce l’hai davanti ai tuoi occhi.

Cinismo e narcisismo, che ridere.

Poi la cattiveria, il male…

E’ iniziato il 2019, un nuovo inizio, si barcolla, forse è lo Champagne dell’ultimo, forse è il cenone di Natale appena passato o forse è il ritorno in azienda, non so cos’è ma avrei bisogno che tutto si fermi un attimo un secondo e che questo duri almeno una settimana, un’ora, un mese, due anni, una vita intera…

Non ho mai avuto dubbi in proposito,  c’è sempre qualcosa di cui abbiamo bisogno, fare o non fare, tirare annanzi, spingere con tutta la forza che hai in corpo, in corpo, il tuo corpo, e basta, finisce là, perché c’è e ci sarà sempre qualcuno che ti raggiungerà, da solo, in coppia, in gruppo, funziona così, e tu cederai, e lì farai i conti con tutto e tutti, contro il tempo, bello eh?

Piacevole…

Il sole in faccia, il freddo, la sveglia la mattina e  il letto e le gambe distese, torpore, pace, fino a quando non arriva una chiamata:

sei pronto? Vai

E si va, da solo, in coppia, in gruppo fino a quando non perdi tutto e perdi anche te stesso, all’improvviso, senza se e senza ma…

E perdi

Tutto nuoce, tutto fa bene, ti rannicchi e combatti, fai male e lo sai.

Poco alla volta, tutto, si pompa di brutto e ti chiedi perché, se solo potessi…

Sei di nuovo cresciuto, e cresci ancora, di nuovo, sei tanto cresciuto, e cresci ancora.

Tutto si muove, tu vuoi una cosa sola, combatti.

Siamo della stessa pasta, sei speciale

Combatti, combatto, compatti, compatto

Evado.

Cosa rimane?

Quello che sono, che sarò sempre.

Il bello è che è presto, vorresti più novità ma sai che devi aspettare, ancora nulla, ancora niente, tutti fermi, nulla più si muove e tu sei lì pronto, ultra tutto, sentimenti, emozioni, pensieri, ma nulla si muove, sei da solo? Ci rimani, ti annoi, ti guardi intorno, sopra, sotto, la solita storia.

Ci rileggiamo Lunedì! 

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About L'Impiegato (Un Pò Sfigato) In Carriera

"Una Vita Sola Non Basta"

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