Ciao, buongiorno! 

Il titolo del post di oggi fa rifermento a quello che probabilmente avrebbe voluto fare la maggior parte di voi stamattina invece che recarsi in ufficio a lavorare.

Sono le giornate come oggi che mi fanno pensare a quanto sia difficile creare, è quasi come stendere uno straccio annodato su se stesso, secco, duro, sembra impossibile.

Per fare cosa poi? Pulire, pulire con olio di gomito una parete bianca immensa, infinita, posta davanti a te, alla tua faccia, ai tuoi occhi, che smorza, rincoglionisce, ma tu gratti, gratti ancora, gratti il fondo, scavi, con le mani e coi piedi, con foga, e tutto crolla, e tu scavi ancora di più, e tutto va come non dovrebbe andare e tu gratti, gratti!

Non vuoi nessuno aiuto, finirà prima o poi questo tormento, finirà, e ti auguri che finisca prima che lo faccia finire tu, con le buone o con le cattive, senza troppi pensieri o remore, senza starci troppo a pensare, in qualsiasi modo, e no, proprio non hai voglia di continuare così.

Poi ci si mettono gli altri e sembra quasi non possa finire mai, tutto va inesorabilmente peggio, tutto gira all’incontrario, e tu non puoi smettere, vuoi, non vuoi, non puoi, devi ma non puoi e no che non vuoi, devi.

La prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta, la sesta, la settima, l’ottava, la nona, la decima, l’undicesima, la….

…e così via

Non hai le forze, la forza di volontà, non la vuoi più avere, ti lasci cadere, piano, piano, piano, fino al fondo, corri ma ti stanchi, e ti prendono, non arrivi, tu corri, ma qualcosa ti trattiene inesorabilmente, fai un passo, due, basta, sei esausto

Le provi tutte, le hai già provate tutte, adesso basta, qualcosa va sempre storto, basta una frazione di secondo, ti trasformi, cambi, non ci pensi più e vai, vai, vai.

E no, non pensi, agisci.

Il lato più oscuro che conosci, è nero, nel nero un lampo, bianco, non sta più a te, e quello che era tenero si fa scorza dura, troppo dura, impossibile da aprire, subisci.

Ma è nero, e a te ricorda qualcosa, qualcosa di lontano, qualcosa di antico, qualcosa che ti prende la pancia, qualcosa di lontano.

La musica non l’ascolti più, la tv non la guardi più, non vuoi più sentire il contatto, ti tiri indietro e fai due passi avanti, ma li fai.

E dove li dovresti fare? A lavoro? A casa? Dove vivi? In famiglia? Con gli amici? Ma SBAM, avevi tutto e non hai più niente, niente di niente, sei niente! Solo un surrogato di vita che devi stillare, un po’ li, un po’ qui, e ti perdi, tu, tu con il tuo nervo, tu con la tua rabbia, tu con la tua forza. Ti fa più rabbia o più paura?

Andiamo, su, non è poi così male, così malvagio! Tutto sommato ti trascini, non perdi e non acquisti nulla, tutto qui

Uno sbattimento dopo l’altro, in un mondo pieno di opportunità, risalire la china, ma come? Il solito! Vedrai è un inizio d’anno scoppiettante, e il proseguo sarà anche decisamente meglio, siamo tutti sulla stessa barca, siamo marinai, siamo poeti, siamo uomini

A Venerdì!

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"Una Vita Sola Non Basta"

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