Day Zero

I giorni della Merla sono arrivati, è in effetti fa un po’ più freddo lì fuori.

Il primo mese dell’anno è praticamente andato, niente da dire da qui in avanti è tutto in salita.

Innanzitutto va così: la scorsa settimana ho postato solo un articolo è da allora sarà sempre così, tutte le sacrosante settimane. D è entrata in ospedale, ci siamo quasi, la scadenza è sempre più vicina, io sogno la bimba e sono sempre più circondato da puericultrici e bebè e devo dire che è tutto un altro pianeta. Iniziò sempre più a vedermi in questo ruolo e un lungo brivido lungo la schiena accompagna l’emozione di vedere lei per la prima volta e averla tra le braccia e stringerla.

Detto questo sono finalmente riuscito a lasciare il mio capo, si perché da Lunedì 21 ho un nuovo ufficio, una nuova scrivania, una nuova collega e un nuovo capo.

La cosa bella è che mi ci sono voluti ben tre anni a farlo e dopo aver visto e rivisto cose che voi umani potete solo immaginare ho preso personalmente la gestione di tutto questo, in un ambiente protetto e discreto.

Non so se era veramente questo ciò che volevo ma questa è indubbiamente un’evoluzione, e non da poco…

I tempi passano stretti, la costanza vicina, nulla mi delude, è una ruota che doveva girare prima o poi.

Non mi pento di nulla e mi prendo lunghi attimi, minuti interi per respirare questa nuova aria, mista all’aroma del caffè e toner da stampante. Le luci al neon illuminano il mio spazio e il grigio fuori dalla finestra è una sinfonia che leggerà sottofondo scandisce il battito cardiaco.

È una prova, mi ci sono messo alla prova, l’ho inseguita accanitamente e ora che ci sono provo a mettermi in testa, il primo, il solo, l’unico.

Sono stressato e rovinato dalla routine, il grave è che la situazione è lenta ma guizzi di accelerazioni improvvise ridanno tono al peggio.

Mangio bene, dormo bene, ho meno fiato e più voglia.

Probabilmente lavorare con una donna pacata mi fa bene, accomodante direi…e sempre pacata.

Equilibrata.

Tutto spinge ad un miglioramento incessante, che capita quando meno te lo aspetti, sarò incazzato, scazzato, sfigato è un po’ migliore rispetto a ieri.

Ma questo lo so io, io solo e basta, non ho rivali in questo, ho solo bisogno di una doccia calda ed un po’ di silenzio.

La competizione è ai massimi livelli e devo galleggiare, senza appoggi, con le tasche piene, le scarpe e la giacca.

Non ci sono intermediazioni, non ci sono scusanti solo botte da orbi da chiunque.

Sono cresciuto, un accenno di barba sul viso, un velo sugli occhi e tanto tanto coraggio.

Non bisogna mollare, bisogna seguire l’onda, scorrettezze all’ordine del giorno non devono turbare. Resta forte, va tutto bene. Chiudi gli occhi e non pensare.

Alza la testa, gli occhi puntati in alto, appigli e parastinchi l’unico rimedio necessario.

Dall’altra parte non ci puoi più tornare, non ti piace e non puoi.

Alzati

Rileggiamoci la settimana prossima, gli aggiornamenti sono costanti e non ve ne pentirete.

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Pubblicato da L'Impiegato In Carriera

"Una Vita Sola Non Basta"

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