Cavalcare L’Onda

E tu a che categoria appartieni? Sei tra quelli che cavalcano l’onda con gli addominali scolpiti è il vento selvaggio tra i capelli oppure stai arrancando in un banale momento di affogamento?

Bene, vorrei parlarvi proprio di questo oggi: probabilmente passi e ripassi in un loop infinito tra una situazione e l’altra, sei zuppo e stanco, la salsedine ti sta mangiando e vorresti far ritorno a casetta dai tuoi affetti. Lo capisco sai? L’unica cosa che ti tiene lì, in spiaggia, sotto il sole caldo é quella dannata tavola di legno ricoperto. Eh si è anche vero che ci sei solo tu al lido, nessun altro surfer all’orizzonte, solo qualche rollerblader in lontanza col cagnolino che non nota neanche la tua presenza. Provi un turbinio di emozioni fortissime e incominci ad accusare la stanchezza, ma che vuoi farci, sei lì per il brivido, quel brivido che ti corre lungo la schiena ogni volta che il mare si increspa e ruggisce prima di travolgerti o accompagnarti.

Poi…senti una voce…femminile…NON DORMIRE! Azz e che è? A parte che non stavo dormendo ma stavo solo riposando gli occhi. La sedia stride sulle ruote, lo schienale è appiccicoso è il gusto del caffè liofilizzato deve subito essere scacciato da un sorso di acqua gasata. Eccheccazzo non si può mai stare un po’ tranquilli!

Vorrei dire una cosa, a parte che ho bisogno di ferie e questo ormai è palese ma, no non sono pronto, la prova costume quest’anno fallirebbe miseramente. Ma come faccio io? Non sto bene con me stesso, non ce la posso fare, non devo andare a caccia grossa o a pesca di altura, semplicemente mi sento appesantito e fastidiato all’inverosimile. E non mi piace.

So che è solo colpa mia e so anche che dovrei fare qualcosa, probabilmente alla prossima onda, non riesco. Devo trovare il coraggio ma soprattutto il tempo di fare due chiacchiere con quell’individuo che vedo riflesso nello specchio del bagno sopra il lavandino tutt’e le mattine e tutte le sere prima di andare a dormire. Cazzo se lo devo fare, prima di esplodere almeno. E non è nemmeno una cosa passeggera, di quelle che ti dimentichi ogni 10 minuti, non è un tarlo (ed è palese anche questo), ma so bene bene bene di cosa parlo.

Ok, riprendiamo la tavola, la mettiamo in auto, si accende il motore che fa un rumore che pare non debba spegnersi mai più, a parte l’intervento del meccanico di turno, e si fa rotta, rotti, verso casa, che non è un castello ma ha molto a che fare con una coorte di altri tempi.

A parte gli scarafaggi, i ragni e i serpenti non è poi così male, ci fosse solo qualcuno che scende in spiaggia per una cavalcatina… Tra svariati svarioni ti metti a letto, sei finalmente al sicuro, forse. E ti addormenti, e sogni, il mare, il tuo mare, l’unico che non ti tradirà mai. Ne avevi bisogno. I rumori misteriosi da fuori si infittiscono ma ti non te ne preoccupi adesso, te ne preoccuperai poi domani, forse.

Voglia di pausa

Ci leggiamo la settimana prossima, un buon weekend a tutti!

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La primavera in anticipo

No, non preoccupatevi non vi parlerò di meteo oggi, ma del perché delle mie assenze dal blog e dai social, e forse neanche così tanto approfonditamente in realtà.

Diciamo soltanto che sono stati giorni felici questi, stancanti ma felici, e benvenuta alla nuova gioia di casa, no…non il SUV…

Il contratto c’è e si vede, la famiglia cresce, niente di meglio, o meglio, c’è sempre un meglio più meglio e forse è meglio così.

Le pile hanno raggiunto un buon 20%, tanta roba per come sono andati i fatti nell’ultimo anno e mezzo.

Ma non voglio stare a tediarvi, quindi, diciamo solo ci siamo quasi, ancora un passettino, solo uno, ancora un attimo, ancora poco, spero, mi auguro, ci credo…

Non mi sembra vero e ho un po’ paura a sentirmi al 100%  un uomo realizzato perché c’è ancora tanto di quel tempo, tempo da vendere, tempo al tempo…

Io mi ricordo di quando ero piccolo, forse avrei dovuto prendere la mia strada molto prima, forse…e forse non sono stato proprio veramente mai pronto ad ogni evenienza per quello. Chi mi ha dato tanto e tanto ancora mi darà, c’è sempre stato, e questo mi lusinga. Vorrei solo trovare il giusto equilibrio tra il dare e l’avere, una buona parola di cui far tesoro cautamente e gelosamente. Lo so che così potrò sembrare troppo astratto e fugace ma, vi assicuro che questa è cronaca! Una cronaca vera, come quei giornalisti che vivono delle esperienze assurde e poi raccontano le cose. Ebbene, è così, e avrei bisogno costantemente di feedback, datemeli voi, ditemi cosa provate, leggetemi e testimoniate. 

Ancora una volta sono seduto su questa sedia, che detto così sembra ci abbia passato vent’anni (e sono quindici giorni meno cinque ), ma l’impressione è questa, perché tutto accelera in modo spaventevole, per poi rallentare in maniera inesorabile. Quante volte ci sono passato, e chissà come le passerò le prossime, con chi lo so, dove pure, ma come, il come fotte tutti, non c’è storia. Parto da un nuovo punto e faccio un bilancio: bhè già meglio, già…meglio, forse non mi devo sbilanciare troppo ma la tentazione è tanta e devo smettere di ascoltare i giudizi altrui, ma devo far sapere a tutti che ci sono e che so cosa voglio, perché è l’unico modo di farlo sapere anche  a me stesso, che non ascolto, e non reagisco o reagisco male. Un mio amico coetaneo mi ha detto senza tanti giri di parole di essere frustrato, e mi sono detto, cazzo amico se tu sei frustrato allora io che devo dire. Mi lamento? No, sono pressochè incazzato. Sono triste? No, sono perlopiù incazzato. Non mi credete? Lo sono. E qualcuno, qualche genio, dirà adesso, e perché sei così incazzato?

Perché temo di essere passato un po’ da coglione, e sta brutta storia, che ne intreccia almeno altre sei, a me proprio non va giù. Incazzato e inerme, ci si sente così, e un poco alla volta ogni giorno è una piccola grande conquista, nella merda ma vittoriosi. Belloo.

Ci leggiamo la settimana prossima, tendenzialmente di Mercoledì, buon week.

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