La primavera in anticipo

No, non preoccupatevi non vi parlerò di meteo oggi, ma del perché delle mie assenze dal blog e dai social, e forse neanche così tanto approfonditamente in realtà.

Diciamo soltanto che sono stati giorni felici questi, stancanti ma felici, e benvenuta alla nuova gioia di casa, no…non il SUV…

Il contratto c’è e si vede, la famiglia cresce, niente di meglio, o meglio, c’è sempre un meglio più meglio e forse è meglio così.

Le pile hanno raggiunto un buon 20%, tanta roba per come sono andati i fatti nell’ultimo anno e mezzo.

Ma non voglio stare a tediarvi, quindi, diciamo solo ci siamo quasi, ancora un passettino, solo uno, ancora un attimo, ancora poco, spero, mi auguro, ci credo…

Non mi sembra vero e ho un po’ paura a sentirmi al 100%  un uomo realizzato perché c’è ancora tanto di quel tempo, tempo da vendere, tempo al tempo…

Io mi ricordo di quando ero piccolo, forse avrei dovuto prendere la mia strada molto prima, forse…e forse non sono stato proprio veramente mai pronto ad ogni evenienza per quello. Chi mi ha dato tanto e tanto ancora mi darà, c’è sempre stato, e questo mi lusinga. Vorrei solo trovare il giusto equilibrio tra il dare e l’avere, una buona parola di cui far tesoro cautamente e gelosamente. Lo so che così potrò sembrare troppo astratto e fugace ma, vi assicuro che questa è cronaca! Una cronaca vera, come quei giornalisti che vivono delle esperienze assurde e poi raccontano le cose. Ebbene, è così, e avrei bisogno costantemente di feedback, datemeli voi, ditemi cosa provate, leggetemi e testimoniate. 

Ancora una volta sono seduto su questa sedia, che detto così sembra ci abbia passato vent’anni (e sono quindici giorni meno cinque ), ma l’impressione è questa, perché tutto accelera in modo spaventevole, per poi rallentare in maniera inesorabile. Quante volte ci sono passato, e chissà come le passerò le prossime, con chi lo so, dove pure, ma come, il come fotte tutti, non c’è storia. Parto da un nuovo punto e faccio un bilancio: bhè già meglio, già…meglio, forse non mi devo sbilanciare troppo ma la tentazione è tanta e devo smettere di ascoltare i giudizi altrui, ma devo far sapere a tutti che ci sono e che so cosa voglio, perché è l’unico modo di farlo sapere anche  a me stesso, che non ascolto, e non reagisco o reagisco male. Un mio amico coetaneo mi ha detto senza tanti giri di parole di essere frustrato, e mi sono detto, cazzo amico se tu sei frustrato allora io che devo dire. Mi lamento? No, sono pressochè incazzato. Sono triste? No, sono perlopiù incazzato. Non mi credete? Lo sono. E qualcuno, qualche genio, dirà adesso, e perché sei così incazzato?

Perché temo di essere passato un po’ da coglione, e sta brutta storia, che ne intreccia almeno altre sei, a me proprio non va giù. Incazzato e inerme, ci si sente così, e un poco alla volta ogni giorno è una piccola grande conquista, nella merda ma vittoriosi. Belloo.

Ci leggiamo la settimana prossima, tendenzialmente di Mercoledì, buon week.

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