Le Cattedrali Bruciano

E’ una metà mattina di un metà mese qualsiasi, come molti altri; siamo in Primavera e manca poco a Pasqua. Quest’anno sta andando verso la fine a velocità stratosferica e, notizia di ieri sera, una di quelle che segneranno questo 2019 e probabilmente il secolo XXI, è che è bruciata la cattedrale di Notre Dame a Parigi. Nonostante l’incendio sia completamente estinto, il drago di fuoco ha lasciato dietro di se una vera catastrofe. Una di quelle belle grosse: il tetto è crollato ed uno dei principali simboli di una delle città più importanti d’Europa è rimasta gravemente mutilata. E’ colpa dell’uomo o della natura? E’ questo che ora noi tutti increduli ed allibiti ci chiediamo.

Le Torri Gemelle, il terremoto ad Amatrice del 2016, il ponte di Genova, oramai se ne sentono di tutti i colori praticamente tutti i giorni. Ed ogni volta bisogna che noi ci si faccia trovare pronti, ma è difficile. Non ci siamo abituati. Il mondo è bello perché è vario, si dice, la Natura fa il suo corso portando con sé uomini ed il consueto vivere civile. Non siamo bestie, abbiamo costruito molto nel corso dei secoli ma, siamo in grado di distruggere qualunque cosa nel corso di pochissimo tempo. Gli uomini cambiano, passando dalle parole ai fatti. E solo potessi parlare, ho le lacrime agli occhi, ciò che ha reso immensamente felice il mondo intero, mi ha lasciato una ferita ed una scia di amarezza. Com’è possibile questo? Dio da, Dio toglie, ma noi alla fine ce la caviamo sempre, si spera… Ingoiamo tutto, ci passiamo sopra come se nulla fosse successo, abbattiamo pianto e dolore, andiamo avanti. E chi è più bravo in questo gioco perverso, vince. Tutti vanno di fretta, siamo troppo impegnati sui nostri obiettivi: chi si ferma è perduto. Non ci parliamo, non ci guardiamo, non ci tocchiamo. Contro chi urleremo vendetta oggi? Non si sa mai che pur qualcuno dovrà pagare. Benissimo. Non sarò da meno, mi unirò al coro, silente. E’ questa la vita che abbiamo scelto. Tutto deve crollare, tutto deve finire prima o poi. Non combattere la guerra è la mia scelta, è inutile, qualcuno se la dimenticherà prima o poi. Si deve dire Mai Più. Mai Più questo, Mai Più quello. Bisogna che io pensi solo a me stesso. Tutto brucia ! !

Mi sono fatto un’idea: l’uomo, non tutti, ma molto molto in generale, non ce la fa proprio. Non è che non vuole, sceglie la strada più difficile e la persegue con insistenza, con egoismo. Che un po’ ci sta, ma si preferisce esagerare. Non credo si possa far niente. La soluzione non esiste. Anche se sono convinto di avere potenzialità enormi, anche se credo nella forza dell’Uomo e della Natura, sono il solo.

Ho combattuto la mia battaglia e quando credevo di aver vinto mi hanno sopraffatto. Molto scorrettamente. Anche senza nessuna guerra. Perché l’importante è non farsi mettere sotto, da nessuno. Vero o c’è dell’altro?

Sono bruciato anch’io oggi nel rogo con la cattedrale. 

Ci leggiamo la prossima settimana, buon weekend.

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La Verità Va Esagerata

Avete mai eccesso in qualcosa, esagerato?

A me è capitato. Niente vizi s’intende, esclusivamente passioni e desideri. C’è stato un tempo non tanto lontano che era facilissimo sentirmi felice, invincibile e incredibilmente vivo. Vorrei tanto parlarvi di quel periodo ma rischierei di annoiare qualcuno, credo… Questo perché tra un si ed un no si rischia sempre di annoiare qualcuno, anche se inviterei caldamente quel qualcuno a vivere ciò che ho vissuto io: le emozioni, i battiti del cuore e i pensieri. Poi succede sempre che qualcosa va storto, per ingenuità più che altro. Ciò che impari però diventa utile, molto utile. Come una leva con cui sollevi pesi via via più grandi e, le sfide che affronti crescono all’aumentare della mole che ti carichi sulle spalle. A volte mi capita di pensare se per caso non sia ancora troppo ingenuo ma, l’esperienza permette di controllare meglio il destino: se prima avevo bisogno di un paio di mesi per riflettere su ciò che stavo facendo; adesso tendo a buttarmi nella novità con uguale entusiasmo ma i tempi di riassorbimento sono calati drasticamente. “Esagerare humanum est” e, con le dovute cautele, lo dovrebbe essere per molti. Quindi:

1)      Prudenza

2)      Coraggio

3)      Adeguatezza Controllata

Tutti noi affrontiamo le situazioni con stati d’animo diversi che per lo più tendono ad evolvere, l’epilogo lo decidi tu e devi essere costante per trasformarle in successi. (questo probabilmente lo dico più per me che per voi)

E poi non capisco perché per qualcuno alcune cose sono esagerate e per altri sono straordinaria normalità. Chi sbaglia e dove? Io sono il tipo di persona che ascolta tutte le campane, poi cerco di prendere tempo, più o meno lungo, per riflettere e molto spesso mi rendo conto che entrambi hanno torto e se una mi ha dato delle sensazioni, l’altra non è stata da meno. Piacevole? Non piacevole? Sta a me giudicare e arrivare ad una conclusione, la quale detterà le mie azioni. Eccedendo da un lato avrei rischiato molto probabilmente di tralasciare qualche importante dettaglio, però, se così non fosse stato, sarebbe stato sicuramente esagerato.

I tempi forse non erano maturi e io sotto sotto ci ho rimesso. Ora mi tocca “attaccarmi alla canna del gas”. Trattare tutto come se non ci sia un futuro non lo trovo così divertente, anche perché l’abbondanza esiste e molti, moltissimi lo sanno e se ne stanno ben in disparte per non destare sospetti nella loro esagerazione. Bisogna certamente essere mooolto più furbi di così.

C’è anche chi non è capace ad esagerare in maniera sana, o meglio bisogna portarceli e in ogni caso devi sempre stargli dietro perché si tende a dimenticare e in questo mondo fatto di morigeratezza ed esagerazioni occorre mettersi a testa china per non pensarci più, per oltrepassare l’inaccettabile. 

Dopodichè accade sempre qualcosa, che da più o meno felicità: un’esagerata normalità che ti fa sorridere.

Ci leggiamo la settimana entrante, mi raccomando non esagerate

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Una Consulenza Magica

Questo incipit non ha per forza a che vedere con stuoli di cappelli, mantelli e bacchette magiche, non necessariamente.

Oramai mi sono reso conto a pieno che lavoro e famiglia portano via un sacco di tempo e di energie.

Ci sono giorni che penso che tutto questo dovrebbe evolvere in meglio e sono trentacinque e qualche mese (tre), qualche giorno (tredici) e qualche ora (altre otto)  che attendo. 

Mi sono sempre dato da fare, qualche volta senza far niente, in barba a chi ce l’ha con chi ce la fa senza il minimo sforzo e incredibilmente mi sono anche reso conto che tutto torna.

Sono inevitabilmente interessato ad un sacco di cose, ma non riesco a focalizzarmi contemporaneamente su tutto; ho più o meno tempo, più o meno voglia ma, tempo al tempo, tutto torna: migliorato, più grande, più piccolo, magari ha ceduto spazio a qualcos’altro, ma è verissimo, torna.

Qualcosa lo dimentico e qualcosa mi viene in mente, le certezze sono ormai troppo poche e le aspettative troppo alte, o comunque più alte di oggi che sguazzo in un liquido semisolido di colore marrone. 

Vorrei soltanto che tutto fosse più onesto e semplice, più leggero.

Le situazioni cambiano e sono cambiate in passato troppo rapidamente e troppo drasticamente, con una gravità fuori da ogni parametro, ma la gente si adatta, lo accetta così così, perché ahinoi è l’unica cosa che possiamo fare.

Mi capita talvolta di cambiare atteggiamento di fronte a certe situazioni e di uniformarmi lungo una traiettoria tracciata, sempre la stessa, anche se a volte mi ritrovo un po’ spaesato, quindi tendo un pò ad improvvisare, incrociando tutto l’incrociabile per evitare che sia l’ennesima sconfitta. Quindi anelo a più leggerezza, capire, agire e costruire in modo da non dovermi mai pentire di quello che faccio e non avere mai rimpianti, uscirne indenne: “va bè, ci ho provato ma non è andata, prooossimooo…”. Dall’altra parte devo preoccuparmi di avere radici solide e robuste, quelle importanti, poiché queste portano benefici e se volessi massimizzare questi benefici devo essere in grado di gestirli questi rami sottoterra, sempre con la massima massima massima cautela.

Mi capita anche talvolta di ritrovarmi con la testa tutta da un’altra parte mentre mi trovo in luogo, casa-ufficio ad esempio e viceversa. I confini sono labili, in barba al qui ed ora. E allora vicino alla collega penso a quanto sarebbe bello stare in pigiama e ciabattine o a casa di uscire sul balcone e respirare l’aria di quel grigio, lungo corridoio che percorro ogni giorno più volte al giorno, l’unico sollevo è la bollatrice che si trova piantata sulla parete nel mezzo, proprio sotto la bacheca degli avvisi.

E allora perché no?! Mi è venuta in mente un’idea meravigliosa, che si accompagna a tante altre e che potrebbe pararmi il culo a cui ne seguiranno altre, così che il mio unico pensiero qui sarà defilarmi e le ferie coi permessi.

Ci leggiamo la settimana prossima, mai più perdere il ritmo, guai! Eh eh

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Qualche Appunto Sul Destino

Il destino esiste o non esiste? Ogni tanto mi capita di leggere di persone che predicono la propria morte, ecco io non credo di essere così preciso ma ogni tanto alcuni segnali mi dicono che butterà male e ogni volta qualcosa di brutto si realizza. Ora, io personalmente non vorrei proprio essere così sfigato, ma questo è tanto.

E proprio di questi tempi mi sta ricapitando la stessa cosa…e la cosa sinceramente mi preoccupa un tantino.

È come un meccanismo che si innesca e che non dipende da te. Ci sarà mai un modo almeno questa volta di evitarlo? Va così, passi un periodo più o meno lungo sereno ed è come se qualcuno giudicasse ogni tua azione, dopodiché, un bel giorno ti alzi e lui/loro sono lì, presenti, per giudicarti, con il responso in mano. Ti mancano 7/8 anni, 1 anno, Dio solo sa quando. E tu non puoi farci proprio nulla, perché sai che succederà qualcosa , qualunque cosa tu faccia, anzi, molto probabilmente ciò che fai aiuta il destino a compiersi.

Ok altra pausa…e poi è capitato…però mi ritrovo qui oggi. La vita a brandelli nelle mani che tutto sembra tranne che un corpo omogeneo, ma poche sono le certezze e la visuale sul futuro è ampia e profonda. Nessuna certezza ma il brio sprigionato da questa prospettiva è allettante è pieno di speranza. La consapevolezza di bazzicare un cesso e la certezza che non sarà sempre così, la determinazione di volerne prendere solo il meglio, lasciarsi il passato alle spalle ed adottare un po’ di strategia per sfruttarlo fino in fondo bhe, questo non ha prezzo. Dopo qualche breve intendo momento no qualche buona notizia. E intanto respiro profondamente, è un respiro d’istinto. Primordiale. Qual’è il destino? Prendo appunti.

Qualcosa sopra le aspettative, qualcosa che mi faccia sentire bene, qualcosa che non vorrei. E dopo qualcosa di bello e inaspettato. Si rusca, si ruscherà, il dolore si sente, si sentirà? Ho un obbiettivo, più di uno, qualcuno. Devo solo prendere appunti, la vita va sempre avanti, non fa mai una pausa e io devo stare al passo. È questione di momenti, è questione di persone, è questione di opportunità, non si scherza, bisogna che io sia serio e motivato. Molto motivato. Quel ciencio che ho tra le mani urla frasi sconnesse, può essere un buon capo. Delicato, importante. Devo avere le mani giuste e tanta ironia.

Uno alla volta i brandelli si curano e si aggiustano è il destino avrà finalmente il suo giusto spazio.

Tutto ha un destino, tutto succede per un motivo, a me scoprire il migliore e costruire.

Come un edile, come un architetto, come un ingegnere. Il giusto mix tra più e meno, più o meno un cocktail, fisico e testa. La frustrazione fa fare cose agli uomini di cui non si rendono conto, qualcuno glielo dovrà dire. Piedi ben piantati a terra e nervo saldo. I più furbi in testa, i più deboli nelle retrovie. Strategia.

È lunedì ed era mercoledì di due settimane fa, il tempo vola..

Ci leggiamo la settima prossima, buona serata!

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