Una Consulenza Magica

Questo incipit non ha per forza a che vedere con stuoli di cappelli, mantelli e bacchette magiche, non necessariamente.

Oramai mi sono reso conto a pieno che lavoro e famiglia portano via un sacco di tempo e di energie.

Ci sono giorni che penso che tutto questo dovrebbe evolvere in meglio e sono trentacinque e qualche mese (tre), qualche giorno (tredici) e qualche ora (altre otto)  che attendo. 

Mi sono sempre dato da fare, qualche volta senza far niente, in barba a chi ce l’ha con chi ce la fa senza il minimo sforzo e incredibilmente mi sono anche reso conto che tutto torna.

Sono inevitabilmente interessato ad un sacco di cose, ma non riesco a focalizzarmi contemporaneamente su tutto; ho più o meno tempo, più o meno voglia ma, tempo al tempo, tutto torna: migliorato, più grande, più piccolo, magari ha ceduto spazio a qualcos’altro, ma è verissimo, torna.

Qualcosa lo dimentico e qualcosa mi viene in mente, le certezze sono ormai troppo poche e le aspettative troppo alte, o comunque più alte di oggi che sguazzo in un liquido semisolido di colore marrone. 

Vorrei soltanto che tutto fosse più onesto e semplice, più leggero.

Le situazioni cambiano e sono cambiate in passato troppo rapidamente e troppo drasticamente, con una gravità fuori da ogni parametro, ma la gente si adatta, lo accetta così così, perché ahinoi è l’unica cosa che possiamo fare.

Mi capita talvolta di cambiare atteggiamento di fronte a certe situazioni e di uniformarmi lungo una traiettoria tracciata, sempre la stessa, anche se a volte mi ritrovo un po’ spaesato, quindi tendo un pò ad improvvisare, incrociando tutto l’incrociabile per evitare che sia l’ennesima sconfitta. Quindi anelo a più leggerezza, capire, agire e costruire in modo da non dovermi mai pentire di quello che faccio e non avere mai rimpianti, uscirne indenne: “va bè, ci ho provato ma non è andata, prooossimooo…”. Dall’altra parte devo preoccuparmi di avere radici solide e robuste, quelle importanti, poiché queste portano benefici e se volessi massimizzare questi benefici devo essere in grado di gestirli questi rami sottoterra, sempre con la massima massima massima cautela.

Mi capita anche talvolta di ritrovarmi con la testa tutta da un’altra parte mentre mi trovo in luogo, casa-ufficio ad esempio e viceversa. I confini sono labili, in barba al qui ed ora. E allora vicino alla collega penso a quanto sarebbe bello stare in pigiama e ciabattine o a casa di uscire sul balcone e respirare l’aria di quel grigio, lungo corridoio che percorro ogni giorno più volte al giorno, l’unico sollevo è la bollatrice che si trova piantata sulla parete nel mezzo, proprio sotto la bacheca degli avvisi.

E allora perché no?! Mi è venuta in mente un’idea meravigliosa, che si accompagna a tante altre e che potrebbe pararmi il culo a cui ne seguiranno altre, così che il mio unico pensiero qui sarà defilarmi e le ferie coi permessi.

Ci leggiamo la settimana prossima, mai più perdere il ritmo, guai! Eh eh

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