Che dire,

la settimana è iniziata alla grande. Alle tre del mattino per la precisione, sotto una pioggia torrenziale. Un caffè corto ed uno yogurt. La doccia e via in macchina nel buio albeggiante della città. Erano le cinque e trenta e l’auto dopo essere appena partita faceva la sua prima sosta al bar. Dopo circa un’ora ero già nella periferia più profonda della città, alla ricerca di me stesso. I pensieri si accavallavano, ma non ve ne parlerò. Ero lì per dei documenti in alcuni uffici statali. Sbrigatomi mi sono lanciato in tangenziale, oddio forse lanciato è un’espressione un tantino azzardata: la pioggia cadeva copiosa e la macchina era pure in modalità ECO, quindi vi lascio solo immaginare. Alle nove e venti ho bollato il mio cartellino e via alla scrivania a bisticciare con la stampante e con quel collega un po’ noioso.

La giornata pare passare in fretta e mi viene in mente la bonanima di mia nonna che era solita ripetermi: “Impiegato quand’è che ti fai vedere con un bel paio di baffi?” Cara nonna, sono cresciuto parecchio da quei giorni e quei baffi me li farei volentieri crescere solo per farti vedere che anche se ce li avessi ben curati, dopotutto, non ci starei così bene…quelle erano cose di altri tempi, credimi. Ho la pelle del viso molto delicata io: non so mica se li sopporterei! E poi sembrerei un cinquantenne e le colleghe mi riderebbero dietro, questo è sicuro. E poi che ti devo dire, per lo Stato Italiano sono un Dottore in Economia, mica un Filosofo, senza nulla togliere ai cari Filosofi di professione. Qui in azienda ti guardano piuttosto male se ti presenti con la barba. C’è un‘etichetta, qualcuno sempre pronto a criticarti e la puzza sotto al naso che aleggia nell’aere.

Nel pomeriggio invece quasi ci si addormenta, a parte un po’ di riordino e qualche telefonata, si passerebbe volentieri più che qualche quarto d’ora alla macchinetta. Un bel sollievo invece è la signora delle risorse umane che con i suoi caterpillar ai piedi passa a  consegnare le buste a noi dipendenti. Una favola.

Peccato che quando la apri, ripensi subito a  come hai trascorso l’ultimo mese ed un piccolo moto di ira nei confronti del sistema sopraggiunge alle dita sul mouse che iniziano vorticosamente ad aprire l’applicativo Word su Windows ed in men che non si dica a digitare sulla tastiera l’ennesimo fantastico articolo del Vostro Impiegato In Carriera. Così penso:”E’ quello che ti meriti”. Prendo la prima signora che mi capita a tiro e via giù a perculamenti d’altri tempi…”Signora scusi, posso farle una ricarica al cellulare? Così solo per ricordarLe di rispondermi la prossima volta che le lascio un messaggio”.

Queste sono soddisfazioni ragazzi, altrochè. Chissà la faccia che ha fatto quando ha visto il numero del conto da cui arrivava, pfuuu. Grazie del giro comunque. E’ finita qui.

Ora vado, è ora di rincasare. 

Ci rileggiamo presto, tipo la settimana prossima, ciaaao!

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