Non Smettere Mai Di Sognare

Sognare e credere in qualcosa in questa vita danno una mano a superare momenti difficili che è possibile attraversare. Immaginate se smettessimo di sognare, oppure se iniziassimo a sognare troppo tardi. Faccia a faccia col futuro, sognare qualcosa, qualsiasi cosa, di grande e grandioso potrebbe rendere la difficoltà un po’ meno temibile. Probabilmente questo è solo un pensiero, uno dei tanti che mi sono venuti in mente guardando la Premier League questo fine settimana: pensa a tutti i ragazzini che intraprendono la carriera da calciatori sognando di presenziare in Champions League. WOW, che botta. Tutti quei genitori che magari fanno anche dei gran sacrifici per mandarli alla scuola calcio. Poveri noi. Già mi immagino le telefonate alle 11 di sera: “Pronto?” “Ciao hey! Ci sarebbe da andare a prenderlo” “A. Ma diluvia, cioè c’è proprio l’alluvione” “Vai piano”. TU TU TU TU. Quindi mi faccio un sonnellino, il piccolino arriva alle 00.30 in stazione, mi vesto controvoglia, mi metto in auto, affronto onde alte mezzo metro e alle 2torno a casa. Tanto domani si lavora e pure quello è lavoro. Non c’è male direi, più che altro è entrare nella doccia alle 8.20 che mi scoccia un tantino. Ma alle 9 in punto o giù di lì sono al cancello.

Oggi invece no, lascio la cagnolina dopo la passeggiata e con la sigaretta elettronica passo dalle popo a raccogliere un collega. Se nel weekend c’è stata qualche bella occasione per festeggiare allora si fa tappa al bar e si sgarra con un caffè forse corretto. E che fastidio agli occhi, prima uno, poi l’altro, poi insieme, che nemmeno gli occhiali riescono a sedare. E’ come se avessi un granello di sabbia grande come una pallina all’interno. Penso al collirio, ma no. Penso ad una grattata termoatomica, ma no. Non ce la faccio, devo partire, sono già con la testa alle prossime vacanze. Peccato debbano ancora passare ben 11 mesi, undici mesi, XI mesi, e io sono in ufficio, naa.

Una mano dietro la spalla, un sorriso davanti a me, a capo di tutto questo un sogno da inseguire con tutto me stesso. Da piccolo volevo una Volvo, da grande ho visto quanto fosse inarrivabile una Maserati, non mi sono mai voluto così bene. Sono il primo.

Accendo il PC, metto gli occhiali, l’archivio si accumula sulla scrivania affianco. Le foto sulla scrivania, la mia calcolatrice, la piantina sempre verde. I colleghi e le colleghe. Sono già 8 mesi. 8 mesi e una vita nuova. Qui tutto è bellissimo, lo so. Qui siamo tutti impegnati nel nostro lavoro e io qualcosa con cui impiegarmi lo trovo sempre. Perché anche chi non ha mai creduto in me adesso si dovrebbe ricredere. Oggi sono qualcuno, domani chi lo sa. Ho visto castelli, mari e strade, non gioco e non sono un bambino. Le città di questo pianeta sono tantissime ma una sola è casa per quanto sia difficile chiamarla così. Io sogno a grandi stadi, chiamo il coraggio con nome e cognome, mi prendo cura di me. Voi accendete pure la luce, correte a destra e sinistra, ditemi le cose che pensate di me in faccia, vi risponderò sempre con il mio miglior sorriso.

#noncestoriachetenga

 

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Pubblicato da L'Impiegato In Carriera

"Una Vita Sola Non Basta"

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