Torno Subito, Faccio In Fretta, Non Mi Aspettare Sveglia

Il peso che ha questa responsabilità è altissima: mi sveglio la mattina, mi occupo la giornata e poi torno a casa la sera. Ma prima ne parliamo e meglio è. Io, tu, noi, loro, voi. Eccomi, di nuovo in partenza, sull’autostrada più pericolosa d’Italia e poi un ritorno in treno. Un piccolo tratto in tram e a nanna di corsa, giovedì, venerdì, il weekend e il presepe e l’albero e i pranzi coi nonni e le serate totalmente spensierate. Per ripartire con la settimana dopo, la settimana di paga: soldi già spesi ancor prima di riceverli. Aspetto un cellulare, il prezzo è da amici, la tecnologia non è aggiornatissima ma fa il suo sporco lavoro. E a breve poi un paio di compleanni, si portano pasticcini, pizzette e bevande alcoliche e non in ufficio. Qualche caro collega ci lascerà a breve, sono tempi bui e si salva solo il salvabile ma oramai non c’è più spazio neanche per i fedelissimi, persone che da 15 anni fanno il loro lavoro gomito a gomito con la vita di tutti i giorni. Guardo la luna e mi preparo lo zaino. Mezza giornata andrà via, così. Un modo come un altro. Sarò stanco e dormirò. Molto probabilmente un bibita fresca e dissetante mi terrà compagnia. Io mi addormento molto facilmente a volte e se riesco riposo bene. Qualcosa mi dice che mi annoierò, ma non ci voglio pensare, e poi se mi annoio pazienza. Il viaggio sarà sicuramente scomodo perché tra sobbalzi e chiasso ci sarà da ridere. Niente lusso per me questa volta, la mattina mi recherò come tutti i giorni alla scrivania, però in bus, in metro e a piedi. E’ il 3 Dicembre 2019, il meteo promette pioggia e temperature rigide, io mi scaldo nel pensiero di una fuga dalla città e ad un indifferente ritorno. Sinceramente trovo strano che ci sia tanta gente a spasso di questi tempi: i ristoranti sono pieni, c’è la coda ai supermercati e dai dentisti ed in posta non ne parliamo proprio. Leo Messi ieri ha vinto il pallone d’oro, peccato, ho frotte di amici che rimpiangono i loro sogni da bambini e che letteralmente gioiscono ma allo stesso tempo, un po’ affranti si rigirano nel letto, prede delle loro gelosie. Io nel letto a volte ascolto musica napoletana di vario genere, per me è un’amica che mi consola, quando proprio ho voglia di dimenticare tutto e sorridere di fronte ad un paio di occhi belli, quelli della mia ragazza. I caratteri scorrono, il tempo passa , millesimato, e aspetto che il conta parole mi dica che anche il mio spazio è terminato. Resto in attesa questa volta, mi godo il momento, resisto, resisto e attendo, mi muovo? Non mi muovo? Mi muovo a tratti? Qualcosa succederà, nel reale o nel metafisico e sarò forte. Sai quando ti piace una cosa e la vorresti ma non te la puoi permettere? Ecco, per me è uguale. Un po’ formichina e un po’ grillo. Parlo di me in questo blog perché ho sempre pensato di avere un sacco di cose da dire, un po’ belle un po’ meno. Mi piace giocare. 

Ci leggiamo la prossima settimana, ciao.

3.006 Caratteri Spazi Inclusi

Pubblicato da L'Impiegato In Carriera

"Una Vita Sola Non Basta"

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