A Natale Si Torna Sempre Un Pó Bambini

Il Natale in famiglia significa 3 giorni di pranzi o cene, di cui uno sia pranzo che cena. Pranzi e va tutto alla grande, ma poi anche se prendi un caffè ti sale l’abbiocco e non puoi che finire sul divano con gli occhi a mezz’asta a mandare sms di auguri, aggiornare i social con la TV sullo sfondo dopo aver portato sotto il cagnolino.

Già so che tra qualche ora dovró uscire e nel mentre mandare la seconda rubrica di auguri. Queste 2 settimane voleranno infatti siamo già al giro di boa della prima.

Qui dove sto io le temperature sono mediocri, nè troppo alte nè troppo basse e c’è veramente un sacco di gente in giro per strada, nei negozi e nei luoghi di ritrovo come Eataly. I call center, le banche e le assicurazioni lavorano a tempo pieno e qualcuno sembra anche divertirsi nel farlo.

C’è poi chi ne approfitta per andare al mercato, dal carrozziere o nei negozi di giocattoli; e i bambini, tra dolci e regali, vivono emozioni intense circondati dal l’affetto dei famigliari, dei conoscenti e degli amici. Le giornate passano così: tra una pennicca ristoratoria, un paio di appunti sul notes ed un paio di incontri per le consuete 4 chiacchiere.

Anche le commissioni si sprecano e a parte i ritardi delle consegne delle big delle spedizioni a domicilio non si registrano notevoli discontinuità, a patto che i parenti siano meno molesti del solito. È piuttosto piacevole passare la giornata così, senza particolari impegni, facendo le cose solo ed esclusivamente quando se ne ha tempo o voglia.

Il nuovo anno comincia a breve, la routine riprenderá, almeno per quanto riguarda le ore: 8 ore di presenza dedicata all’attività lavorativa. Quella standard e continuativa, più tutti gli extra che sia mai arrivassero nel corso delle 12 mensilità. Un giorno a pranzo in ufficio, un giorno al ristorante, un giorno probabilmente a casa.

Comincia un anno nuovo, una nuova avventura lavorativa e l’accumulo di un altro po di esperienza che si sa, quella, insieme al talento non bastano mai.

Le prospettive sono come architravi architettonici di una struttura in costruzione, a vista. Un edificio che come tutti gli altri necessita di fondamenta, rigorosi canoni e tempistiche da rispettare. A Natale si torna sempre tutti un po’ bambini, chi più e chi meno. C’è a chi piace, chi non lo sopporta e chi lo adora. Babbo Natale ad esempio, ha un sacco di contatti ed è per questo motivo che gli ho lasciato il mio numero di telefono. Quest’anno a Capodanno già so cosa farò, sarà una cosa intima, coi bimbi, non chiedevo di meglio. Probabilmente vedrò qualche fuoco d’artificio dal terrazzo, sentirò qualche botto e sicuramente eviterò di scendere in strada. Tuttavia posterò ed esprimerò tutti i buoni propositi per l’anno a venire, certo in ferie basta davvero poco ad essere raggiunti dalla giusta ispirazione, complice l’atmosfera di ricorrenza ed una cioccolata calda.

Io penso a chi ora è in un posto caldo in bermuda, oppure in un posto freddo ma elegante. Quest’anno è il primo Natale della mia bambina e anche noi possiamo dire di aver festeggiato e di esserci divertiti.

La prima impressione non è sempre quella conta.

Ci leggiamo nel Nuovo Anno, buone feste.

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