Focus Avanzato Su Un Destino Beffardo

Mi sveglio e mi metto a rincorrere un tempo che sfugge. Prendo un caffè e mi lavo la faccia, l’acqua fresca sulla pelle mi da per qualche secondo un confortante senso di tepore.

Siamo arrivati poco oltre la metà di Febbraio di questo Duemilaeventi e di cose ne stanno capitando parecchie: dalla festa in parrocchia in una Domenica tutta italiana a San Valentino. Un 14 Febbraio da scrivere sui muri, si perché va bene il cioccolato, bene anche i palloncini, però ragazzi occhio, occhio, agli chef a domicilio!

In genere la mattinate passano un pò così, tra un faccio questo e quello al ti dico una cosa ed un che cosa cavolo ho detto. Intorno alle 16 in genere faccio merenda per poi avere i crampi 30 minuti dopo. Poi finalmente la nanna.

Dopo i calcoli dell’ultimo articolo sono passati 20 giorni, alcuni lunghi, lunghissimi, fin troppo a volte, altri più snelli e veloci.

È da Ottobre che circola molto ammore nell’aria, tutti a rincorrere l’amore: amore dove sei, amore cosa fai? Io cerco più che altro di star tranquillo, ci penso ma cerco di evitare di andare nel panico. C’è anche molta crisi lavorativa in questo periodo, le aziende chiudono, mettono in cassa e lasciano le persone nella c***a.

Tanti dicono tanto, tutto il contrario di tutto oppure, come i gatti, se ne stanno li a guardare cosa fai. Se ne sentono di tutti i colori e varietà.

Fuori fa freddo, un freddo caldo, che comunque ti fotte perché 3 su 3 ci ha fatto fuori con il raffreddore.

Questo è un periodo fatto di foto orribili, di parole grosse, di un gioco che mette in gioco proprio tutto: te, me, noi, tutti. È un fregarsi a vicenda, fino alla noia.

Poi c’è lei: l’ansia. Mi che ansia.

L’ansia di non avere ancora 40 anni ma comunque doversi accontentare, doversi sempre proteggere in qualche modo da qualcosa, dal destino, beffardo, antipatico, noioso, triste.

E’ come quando fai un buchino nella sabbia col ditino, sulla battigia, magari soprappensiero.

A chi non è mai capitato (se non te lo ricordi è perché stai invecchiando): per quanto tu possa stare li ore a rivelare i tuoi desideri e i tuoi malumori all’oceano, un paio di onde e torna tutto come prima, una bella superficie piatta fatta di sabbia, color sabbia.

Questa cosa mi ricorda un certo Franco.

Comunque sia, oggi come oggi, rimango in attesa, in trepidante attesa per gli sviluppi futuri.

Che siano un paio di giorni o qualche tempo, poco cambia.

Oggi come oggi sento mi manchi ancora quel qualcosa: come ad esempio il tempo per fare una passeggiata in totale tranquillità con mia figlia, il tempo per 2 coccole in santa pace, qualche k in più per ogni eventualità e una visibilità stabile almeno fino a Dicembre.

Per il resto c’è il sorriso della mia bambina che mi conforta. Non riesce a non sorridere quando mi vede, posso avere anche la faccia più brutta di sempre ma come incrociamo lo sguardo lei ride.

E’ troppo forte sta cosa. Se l’accompagno con le manine 2 passetti li muove e dorme ancora con una mano e un piede in faccia al papà.

Perché se papà è di la, lo si cerca e lo si trova.

Ci leggiamo la settimana prossima.

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