Pasqua & Pasquetta, ovvero aspettando l’Estate.

Stamattina mi sono svegliato più tardi del solito. Stanotte intorno alle 5 ho aperto gli occhi, sono sceso dal letto e ho preso un pò di aria in soggiorno.

Qui a casa le cose da fare non mancano, ho uno strumento musicale confezionato in una custodia  in un angolo che potrei utilizzare per passare qualche tempo, il progetto di un libro in cantiere e una libreria di film su diversi applicativi che aspettano solo di essere guardati.

Penso ai miei genitori ormai anzianotti, ad un paio di paesini di distanza e a coloro che conosco che trascorrono la loro quarantena chiusi in casa.

Avrei potuto chiamare questo post: “3 Maggio e poi?” Altri giorni, altra quarantena. Probabilmente solo ed esclusivamente chi trascorre parecchio tempo tra le quattro mura di casa riesce a sopportare bene questo periodaccio. 

La correttezza, la sincerità (come cantava Arisa), prima di tutto: non si può e non si deve uscire, sono vietati gli assembramenti di persone è persino vietato scendere a gettare le immondizie.

Gli ospedali, a quanto si apprende da diverse fonti, sembrano dei lazzareti.

Eppure, eppure, c’è chi ancora crede di poter arrivare al prossimo anno, lasciandosi alle spalle il brutto ricordo del Covid-19. 

Basta, finito tutto, finite le quarantene, si riapre tutto, routine, routine.

Qualcuno scrive, posta sui social, qualcuno ricorderà le persone venute a mancare in questo periodo. E poi c’è chi continuerà ad occuparsi del proprio futuro, c’è chi continuerà a mettere un tassello dopo l’altro per realizzare i propri desideri. 

Un nuovo paio di occhiali da cacciarsi sul naso, la speranza di un cuscino più comodo, c’è chi si iscriverà in palestra e chi finalmente troverà corrispondenza nella persona a cui si è votato.

Uomini e donne, giovani e adulti, un sorriso o poco più.

Adesso come adesso, mi basterebbe sembrare un pelo meno imbecille quando la guardo o quando lei mi guarda. Ma va bene così.

Sto pensando di farmi recapitare da Amazon uno di quei piccoli laboratori chimici con cui realizzare, non dico l’amuchina ma qualche soluzione interessante da sfruttare in questi tempi di magra.

Di magra dal potersi recare al super e acquistare che ne so: gli shampoo e i bagnoschiuma, piuttosto che i detersivi per i piatti o più semplicemente il fertilizzante per le piante.

Non si può e non si deve uscire, questo è l’imperativo principale.

Vuoi giocare? Giochi a casa, vuoi andare al ristorante per cena? Vai al ristorante per cena a casa.

Hai già tutto ciò che ti serve e non ti serve altro? Anche quello, lo fai da casa. Punto, stop. 

Non si va da nessuna parte. Hai fratelli, amici, parenti e conoscenti da andare a trovare?

Li trovi da casa.

Sembra imbecille ma non si può fare altrimenti. Il virus è pericoloso, si può morire.

Mi stupisce che molti ancora non l’abbiano capito.

Molti, troppi ne approfittano ancora. Il premier è stato categorico: dal 14 qualcosa riaprirà, mò vedremo cosa.

Hai la cucina? Cucina. Hai un rotolo di carta igienica? Allenati. MA. NON USCIRE.

Provati le scarpe, la cintura, gli occhiali. Fatti un blog tutto tuo.

Se vuoi vedere qualche amico, videochiamalo.

Molte coppie sono nate in questo periodo, speriamo bene, non smettiamo mai di farlo.

Qualcosa di utile, in tutto questo, rimarrà.

Ci leggiamo prossimamente

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