A Chi Ha Sempre Creduto

A tutti noi che abbiamo sempre creduto, a cui hanno fatto e detto che no, non si puó o peggio non si deve, perché sta male. Non c’é pace in guerra, non c’é fondo a ció che c’é di piú profondo. Il rispetto e la piena autonomia.

Non ci sono parole per chi non vuol dire niente. I fondamentali sono semplici, quante volte li hai seguiti passo passo? Parlare non costa nulla, scrivere non costa nulla. Una donna che ti vuole bene, gli errori di una vita ed una vita davanti a me.

Prendo l’auto e accelero, indietro non si torna. Fin qui tutto okay. C’é qualcosa che ti segna e che ti insegna che l’ultimo posto dove vorresti essere adesso non é questo perché qui ed ora é il tuo posto. Il tempo é ridotto ai minimi termini e il Messico e le nuvole sono pochi ricordi indistinti e lontani. Avrei un sacco da fare e proprio non mi posso permettere di spingermi oltre. Questa è la prossima settimana penso che avrò molto da fare. Siamo entrati nella fase III dell’emergenza COVID, ma io mi fido ancora poco ad uscire. Ho un garage.

Adesso le condizioni meteo, sono variabili.

Una volta trovai la tangenziale bloccata, c’erano i lavori in corso e io avevo un appuntamento.

Che figura avrei fatto ad arrivare in ritardo. Oggi mi preoccupo di fare qualche lavoretto in casa senza darmi una martellata sul dito.

Non si dovrebbe vivere di ricordi. Non si dovrebbe patire il meteo o essere sordi o menefreghisti. Non si dovrebbe arrabbiarsi per come si é, perché nessuno é perfetto. E nessuno vuole che tu lo sia. Non si dovrebbe dormire sonni inquieti.

Non si dovrebbe neanche cercare di sgomitolare la storia della propria tra alti e bassi chiedendosi se per caso ho tralasciato qualcosa.

In TV danno il film senza filtro. È qualcosa accomuna tutti quelli che dicono l’ho fatto, ce l’ho fatta.

La cantina é soqquadro, ma almeno posso cucinare la cena. La convivenza, la genitorialitá, la salute, il lavoro, tutto torna.

La pandemia, l’inconscio. Come mi vedo tra 5 anni?

Anno 2025, Repubblica Italiana, la cosa più bella é che probabilmente continueró a scrivere, chiedere, chiedermi.

Mi prendo questi 14 giorni per riflettere, lavorare, correre. Ho preso in mano una calamita e ho regalato un fiore. Non prevedo il futuro, prendo il tempo per condividere ció che mi capita di giorno in giorno.

Questi 2.375 caratteri mi trasmettono un senso di accortezza. Ora io mi stendo, non voglio più sentirmi sussurrare nelle orecchie.

All’appello mancano ancora un paio di tappeti ed una lavasciuga. Il resto verrà come é sempre arrivato. Chi si morde le mani é perché ancora non ha trovato un senso per quel che fa.

A chi ha sempre detto, ho tutto quel che mi serve.

A noi, che abbiamo creduto, sempre.

Mi sistemo il calzino, non mi piacciono, non mi sono mai piaciuti e probabilmente li butteró.

A quest’ora in genere si dorme. Io accendo un lumino.

Perché non ho mai smesso, perché l’ho sempre fatto.

A chi crede.

A chi é già a buon punto

Ci leggiamo prossimamente

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L'Impiegato In Carriera

"Una Vita Sola Non Basta"

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