Sai Dove Trovarmi

Cosa conta davvero a questo mondo, i soldi e la fama, uno stipendio ed un buon reddito oppure la casa l’auto e la famiglia? Forse la serenità, l’amicizia o un amore. E’ da un po’ sinceramente che me lo chiedo, tra una pausetta e l’altra, una stampa, una scannerizzazione ed una fotocopia. Oggi passando dall’officina mi sono imbattuto in un gruppetto di operai che chiacchieravano del più e del meno: a dir la verità i soliti discorsi tra colleghi, per lo più calcio, donne e soldi. Io sto al piano di sopra, in quella che qui amano chiamare l’Amministrazione: un non luogo di anime perse che traffica con dossier e pennarelli tutto il giorno. Che a dirla così sembra davvero un mondo fiabesco dove è sempre piacevole trascorrere il tempo. In tutto questo mi è venuta in mente una cosa importantissima…fondamentale. Non posso più andare avanti così, per altri trent’anni poi. Però purtroppo mi rendo conto che se non lo faccio non becco la pensione e quindi ad una certa età come potrò campare io? I contributi. Maledetti contributi. Trent’anni. Quindi mi sorge spontaneo un pensiero: devo fare qualcosa. Si, ma COSA! #cosebuone 

Ok, mi trasferisco al Sud, compro casa ai Caraibi e vedo con la Società di Consulenza come procede. Non voglio lavorare tutta la vita, adesso tutti sanno dove trovarmi ma io non voglio più. Voglio andare al mare anch’io, non mi voglio più fare trovare. Cibo buono e musica tutto il giorno, basta! 

Per carità, non mi occupo di pulizia, parlo bene 3 lingue, so far di conto, eppure la mia occupazione attuale non mi soddisfa come dovrebbe, ahimè. Ci sono ragazzini di 30 anni che hanno una carriera sfolgorante, escono dall’Università e tac, benefits ed un super stipendio. E’ sempre vero che fino a 2 anni fa guidavo i Doblò e i furgoni, occupandomi di 3 ragazzi in un’officina meccanica sotto il patrocinio di 3 proprietari. Adesso va già meglio: vestiti casual, beats alle orecchie, tutona sopra la camicia, occhiali italian independent neri e spessi davanti al pc, una SPA da girare, avvocati che mi chiamano Dottore, un gestionale che ormai non ha più segreti e l’intero comparto delle fatture del gruppo che passa sul mio tavolo.

Anche la mia famiglia si è teneramente addolcita e tra le mani ora muovo il volante della mia prima monovolume Mercedes e la mia nuova famiglia mi sta dando molto affetto e fa sempre piacere scambiare un paio di chiacchiere con loro nel lettone la sera. Se avessi immaginato cinque anni fa di entrare in questo vortice ci avrei messo la firma senza pensarci un secondo, ma poi mi affaccio alla finestra e so sempre meglio e ogni giorno di più che là fuori c’è un mondo che mi chiama a gran voce e io non voglio farmi attendere. Mando mail, telefono e faccio riunioni tutto il giorno ma la porta della direzione è sempre socchiusa con un’aria di sfida che mi mette ansia. Ragazzi c’è gente qui che non vi dico, ok?

La carriera: un sogno ad occhi aperti.

Ci leggiamo tra una settimana, buon week.

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La Partita Che Segna L’Inizio Di Un Tempo: Il Mio

È vero: compri qualcosa e ci paghi le tasse su. L’IVA, le accise, i bolli tutte belle cosine che tutti noi ci chiediamo, ma: a cosa serviranno mai?! Parliamoci chiaro, in maniera sensata, perché dialogare con qualcuno escludendo i migliori non porta da nessuna parte. Giusto? Bene. Tutti questi inciuci, tutti questi sotterfugi, tutti questi espedienti e noi… e noi paghiamo (il giusto si intende). É arrivato quel tempo, è arrivato il tempo di alzare la testa, il tempo di ridere. Qualcuno è qui per te, c’è sempre stato, non hai più tempo di ridere, dai dai su. Persone molto forti, serie, serissime, sono venute a prenderti. Basta lacrime, basta dolore, sorrideremo, tutti e tre insieme.

Sarà un tempo, il nostro, il mio. Un lavoro pulito, ben fatto, nessuno dei tre è rimasto indietro. Nessuno neanche io. Quindi adesso la prima regola é calma, divertimento, serietà, niente rimarrà indietro, verrà portato tutto avanti. Basta con cose e persone che non meritano. Seconda regola ho qualcosa da sistemare, penso al lavoro, la famiglia, gli amici. Poi, terza regola, devo ridere per me, per lei e per lei. Se é un’intervista mi spiace, non è per me.

È una partita decisiva , qualcuno mi ha chiamato, é finita la vacanza, sono finite le ferie, e si ricomincia a faticare. Per cosa poi? Per chi? Va bene la paura di fare la stessa fine di quella stessa gente che in genere ti circonda e che pensa di controllarti a bacchetta. Beh beh non funziona proprio così. È la fine, chi c’é c’é, chi c’é stato c’è stato, chi ci sarà si vedrà.

Lunedì rientro in ufficio, computer, sedia, macchinetta, le solite cose. Probabilmente avrò molto da fare e pochissima voglia, probabilmente sarà così.

E Chiavette a parte…dovevamo essere in tre, lo siamo, probabilmente ci sarà piú lavoro di quanto possa effettivamente immaginare. Quest’anno va così, si spera che le cose migliorino, qualcuno dovrà andare, qualcuno dovrà rimanere. E poi? Cosa ci attende in futuro?

Va che le cose sono strane però, uno pensa alla carriera, pensa solo all’apertura degli esercizi, alla ripresa delle attività, quando sembra quasi che ci sia sempre di qualcosa di più in ballo. Più della vita stessa a volte. Il benessere, o meno, o qualcosa su tutto lo devi sempre trovare.

Meno male che abbiamo fatto il pieno di relax. La partita è molto più lunga di quanto pensassi.

É un cazzo di campionato. Che si ripete ogni anno. Non ci credo possa finire tutto così. Si perché le voci che girano sono queste, e qualcuno si arricchisce e qualcun’altro rosica.

Male o bene che vada, applauso o no, il tempo rimane mio. È davvero incredibile, sono sconvolto. Vorrei veramente capire come si riesce a sopportare tutto questo, per tutto questo tempo, in questa maniera poi. Ah ma là si finirà giuro. Peggio della ludopatia, per di qua.

Quindi ferie fantastiche, ripresa lenta, questa si che è vita

Ci rileggiamo the next week, la prossima settimana per tutti gli altri.

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Sogni Di Una Notte Di Mezza Estate

C’è chi aspetta la notte di San Lorenzo e chi le Perseidi, tutti a testa in su a fissare la volta celeste, buia, di notte, per sognare ad occhi aperti prendendo una stella cadente qualsiasi. Se sei stato in Costa Smeralda anche un meteorite, il quale si spera cada in mare aperto e non da altre parti qualsiasi…

Se sei a Roma, Napoli o Palermo poco importa, se sei a Torino, Milano o Bologna neanche. Ti fai il segno della croce e ti auguri solo che gli ufo intervengano prima che la terra venga distrutta da questo impatto mostruoso.

#titolonichesispieganodasoli

Nulla si crea è tutto si trasforma, anche la sostanza di cui sono fatti i sogni stessi, e tu cosa fai? Cerchi di non dormire, combatti quel sonno che trasformerebbe anche te in quella sostanza che accompagna te e la vita sulla terra durante la notte. Ancora sveglio, si. Che poi siano sogni belli o gli incubi peggiori, di quelli che destano paure insolite, non c’è niente da dire sognare è bello.

Puoi interpretare i tuoi sogni, come con la smorfia, oppure affidarti a maghe presunte percorrendo migliaia di kilometri in giro per l’Italia, da Pescara e la Val Di Sangro al Veneto e la Puglia col Salento. Oppure puoi rimanere nel tuo letto, incollato al materasso o per terra se cadi e non ti rialzi. Puoi persino correre con le cuffiette e sognare. Fare il miglior sesso del mondo e sognare. Puoi fare un sacco di altre cose e sognare: nuotare, stare coi parenti, sederti a tavola, andare al circo, fare un falò, mangiare la frutta, andare a ballare per sentirti il principe della notte, persino farti una canna, ascoltare Elvis, parlare al cellulare che non smette di squillare, sotto le lenzuola, sopra le lenzuola, Morfeo è lì, con te, che ti dice…pillola rossa o pillola blu?

E tu che fai non ti svegli? Non vuoi assaporare il calore del sole accarezzarti la pelle, fare colazione, vedere gli amici, lavorare un po’, fare soldi, tornare dalla tua famiglia. Cosa vuoi fare? Vuoi dormire? Vuoi sognare? Vuoi vivere?

Chiedi a me, chiedimi come si fa a fare tutto questo: pagando il giusto riceverai la tua risposta 🙂

Nessuno ti prenderà e ti obbligherà a fare qualcosa che non vuoi, se non lo vuoi. Caronte ha trasportato le anime nell’altro mondo, tutte le anime del mondo e dell’universo, qualcuno aspetta anche me, un’auto forse, amici forse.

Fate buoni sogni, ho la coda di voi altri che mi aspetta non appena chiudo gli occhi.

Prego le persone di buon senso, gli amici e chi mi rispetta e mi apprezza di prendere questo post come un sogno ad occhi aperti perché questo post è per voi, per non dimenticare quant’è bello sognare.

Lo so, sarebbe troppo noioso affrettarsi a scrivere con monotonia di ciò che faccio durante il giorno, di come lo faccio e del perché soprattutto ma questo è tutto.

Continuò a cercare con speranza collaboratori da ogni dove che apprezzino questa scrittura, sapete dove trovarmi.

Ci rileggiamo la settimana prossima, ciao e buona notte.

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Smalto Rosa Sugli Alluci

Innanzitutto ciao , buongiorno a tutti; finalmente al mare: lungo mare, spiaggia e villaggio vacanze.

Oggi si parla del perché e del per come le ragazze quando vanno in vacanza, anche quelle che non lo fanno mai, in genere, decidono di abbellirsi, concedendosi lussi che in genere durante l’anno, vuoi per il clima, vuoi per la location, non si prendono quasi mai. Io sto in zona e ahi, quant’è dura ogni tanto incontrarne qualcuna durante la passeggiata al parco… Sto parlando dei tipici rituali da ragazza, ma ci sono anche molte donne che lo fanno, che loro mettono su in maniera più o meno prolungata prima di partire per le ferie. Metti uno smalto sul piede ad esempio o la dieta a zone per la prova costume. Cioè, ma perché? Sembra che fanno la gara, per poi cosa, per attrarre noi ragazzi, e ripeto, per poi cosa? Sono seriamente preoccupato. Tutto sto garbuglio di fashion & style mi sta dando alla testa, lo confesso. E’ vero anche che però noi ragazzi non ci facciamo mancare nulla: la e-cigarette, vestiti diversi ogni giorni e saremmo in grado anche di svegliarci alle quattro del mattino pur di farci l’ennesima doccia con occhiali da sole sempre diversi. Tutto questo per dire: ragazze no! Va bene così. Non miriamo solo a quello, a noi piace lo stile naturale, non indaffaretevi troppo per piacere. Se volevamo stare con Beyoncè, ci facevamo crescere le labbra come Jay-Z. In ogni caso, l’estate è stupenda, che voi siate in Costa Azzurra, in Costa Smeralda o a Grottammare poco importa, il mare i bagni e il sole sono una ricetta perfetta per chi deve affrontare viaggi quali voli, traversate in nave o kilometri e chilometri di strada su gomma. Anche se state a casa, ovunque voi siate questo periodo può giovare molto: le fresche sere al chiaro di luna, le bibite al bar col ghiaccio e la quiete di un posto solitamente più affollato ricrea l’anima a pezzi di un anno di lavoro intenso. C’è poi chi più ne ha e chi meno, ma c’è che bisogna certamente ammettere che è un periodo molto atteso da chiunque, da chi è solo e da chi è in buona compagnia. Eccoci, amici o no, un buon modo per ingannare l’attesa è sicuro mollare i videogiochi, la tv e la musica e uscire una pochino a riscaldarsi sotto il sole più bello che esista, quello della nostra Italia.

E poi che dire c’è sempre tempo per iniziare una nuova partita o un nuovo torneo, l’importante è assicurarsi che lì fuori ci sia ancora qualcuno che ti aspetta pronto a partire col motore e le luci accese. Noi ci siamo ragazzi, io ci sono, sto posto è una figata e conto di godermelo tutto, giorno dopo giorno, fino a quando non si tornerà in ufficio a riprendere carriera e affari: promessa.

Oggi ho la Reflex, il Mac ed un bel borsello con me e spero che nessuno me li freghi, perché amo questo lavoro/hobby: il Mio Vero Blog + altre cose !

Ci rileggiamo la settimana prossima, ma si, va, me lo scrivo un articolo la settimana del quindici, giusto così, per rimanere sul pezzo.

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A+R

Fare o non fare questo è il dilemma.  Ognuno ha il suo stile e ciascuno ha il diritto di scegliere se cambiarlo o meno. Ribassato o no si va avanti. Ogni giorno è esclusivo, ma prima o poi capiterà, a voi, a me, a tutti di dover andare e tornare da qualche parte. Mi rendo conto che avere un blog non è facile, i social poi sono altrettanto impegnativi; questi non luoghi hanno una logistica da fare invidia a qualsiasi colosso del settore.

Si va e si torna. Si fattura a fine mese. Ti godi le vacanze. Allarghi la cerchia di conoscenze. Ti dai da fare e io ho molto a cui pensare in questo periodo. Devo incastrare impegni lavorativi, poi ci sono i tempi liberi da gestire. I tempi in famiglia. Tutto torna, tutto quadra. E poi ci sono tempi spensierati in spiaggia. Eccomi qui, tranquillo e cresciuto, che cerco con tutta la voglia che ho di migliorare costantemente. Tutto fa brodo, dai piccoli vizi che abbandoni, all’incisività delle mie dita sulla tastiera che scrivono, di tanto in tanto, un pezzo che devo dire, un po’ mi piace. Magari qualcuno non apprezza, che storia, ma devo dire la verità, io ce la metto tutta, semper. Questo vuole essere un articolo di arrivederci. Tra non molto cambio galassia, l’impero mi aspetta, e quindi già so che le stesse dita che pigiano questa tastiera, tac tac tac, tutte le settimane, come per magia si trasformeranno e racconteranno di giullari di corte, principesse e macchine volanti. Lascio questo villaggio, vado altrove, ne sento il bisogno, non so per quanto, non so per quanto ancora, è tutto pronto, io anche. Ho gli occhiali, e il cappellino, non mi manca nulla. Saprò fare a meno di tutto questo per un bel po’. E poi, forse, un giorno, tornerò qui. Allargherò i miei orizzonti e ogni tanto prenderò un caffè al bar. Perché A sta per arrivederci, ma poi c’è la R di regno. Un regno questo che mi appartiene e che vuole essere qualcosa di emozionante, come quando ti trovi al cospetto di un principe.

Dicono sia perigroso, ci sorrido su, vorrei non pensarci, vorrei ma non posso.

Ora penso davvero a quante volte sono andato e sono tornato, quante volte sono cambiato, quante volte ho preso coraggio e sono andato dritto per la mia strada. Quante volte ho avuto qualcuno a fianco e quante volte ho lavorato sodo per guadagnarmi il rispetto che mi portano.

Non è mai troppo tardi, insegno, imparo, ascolto, mi esprimo.

Con calma e tenacia muovo i miei passi e avanzo per il mio bene e per chi mi sta attorno.

E’ un’andata ed un ritorno.

Vi anticipo che mancherò la settimana di Ferragosto, quindi mi raccomando tutti a grigliare. E che i progetti procedono con il loro passo felino, quindi ci sarà da fare, da ridere, da giocare e da seguire con aspettativa il Vero Blog Dell’Impiegato, si! quello che scrive da circa un anno un vero blog…

Il fatto è che prima o poi doveva succedere, perché si sta una favola.

 

Ci rileggiamo in spiaggia cari amici, buona settimana di lavoro, di vacanza, ovunque stiate andando o tornando.

 

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Il Buco All’Orecchio

Piercing, tatoo e barba hipster, in ufficio si sa, non vanno un granchè. Metti caso che passa il Dottore, i Figli del Dottore o l’Amministratore Delegato, che figura ci fai? Sei serio? Stiamo scherzando? Ma dai…

che poi un buco all’orecchio cosa vuoi che sia, ma niente no, non se ne parla, così come le orecchiette a pranzo, il fumo durante gli orari di lavoro (le sigarette sono l droga dei poveri), perché qui in questa strana galassia, noi si è abituati a lavarci i denti con lo spazzolino elettrico dopo i pasti in mensa, tipo quelli che fanno quei fantastici sottili fasci di luce rossa se pigi un po’ troppo contro le gengive, siamo abituati a bere acqua naturale fuori frigo e soprattutto a parlare a bassa voce con un’espressione bonaria.

Ecco tutto questo poco si addice ad uno stile di vita alternativo, se no poi va a  finire che qualcuno si incazza. Mica vorrai perdere uno stipendio sicuro e tanti buoni compagni di viaggio e tutta l’aria condizionata aggratise che vuoi?                                  #             A a A

Ma detto questo, cosa ci fai poi con un buco all’orecchio? Lo fai per il gusto del dolore che provi nel farlo? Lo fai per sentirti più vivo, più libero forse? Ma guarda che fa male. Io vedo ragazze che hanno abolito gli orecchini, eppure il buco gli è rimasto. Nèh… E dai, e poi non si è più ragazzini, anche se si è ancora sulla cresta dell’onda, si è messo sale in zucca e acqua sotto ai ponti ne è passata un bel po’.

Alcune colleghe e/o colleghi per non insultarti ti direbbero semplicemente:

“aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaammazzati!”

Vuoi vincere un bel biglietto diretto per una buona uscita? Ma poi neanche, se sei abbastanza fortunato (e bisogna esserlo seriamente) nessuno ti dirà mai nulla e tu potrai muoverti tra l’officina e la reception, l’amministrazione e la direzione, lo stile e il commerciale, la logistica e la qualità con il tuo bel buco all’orecchio, stringendo mani e dando il cinque a chiunque. E lo mostrerai fiero a tutti, convinto di essere il migliore. Anche se ti dà quell’aria un po’ spavalda, a metà tra un rocker ed un harleysta. Lo farei, sono sincero, giusto per dare un po’ di movimento alla situazione, giusto per far sorridere un po’ questi tristoni che mi circondano, per dargli, giustamente o meno, qualcosa di cui parlare. Basta che poi mi dimentichi e basta. Sono un po’ contento che ti arrovelli nella tua insana tristezza ed un buco all’orecchio è certo che non ti salverà, sei inesperta e/o inesperto ed incommensurabilmente insalvabile.

Non potrei vivere la vita sentendomi addosso le minacce di ludopatici e tristoni. Ho voglia di costruire qualcosa che non si è mai visto prima, un impero, grandioso. E tu in tutto questo non sei prevista e/o previsto, quindi buco all’orecchio o meno, fammi una cortesia, esci per sempre dalla mia vita. Non avrò mai più bisogno di te, sei inutile.

BYE BYE BYE

 

Ci rileggiamo la prossima settimana per nuove straordinarie avventure!

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Un Paio Di Baffi, Un Bicchiere D’Acqua Naturale Ed Una Laurea

Che dire,

la settimana è iniziata alla grande. Alle tre del mattino per la precisione, sotto una pioggia torrenziale. Un caffè corto ed uno yogurt. La doccia e via in macchina nel buio albeggiante della città. Erano le cinque e trenta e l’auto dopo essere appena partita faceva la sua prima sosta al bar. Dopo circa un’ora ero già nella periferia più profonda della città, alla ricerca di me stesso. I pensieri si accavallavano, ma non ve ne parlerò. Ero lì per dei documenti in alcuni uffici statali. Sbrigatomi mi sono lanciato in tangenziale, oddio forse lanciato è un’espressione un tantino azzardata: la pioggia cadeva copiosa e la macchina era pure in modalità ECO, quindi vi lascio solo immaginare. Alle nove e venti ho bollato il mio cartellino e via alla scrivania a bisticciare con la stampante e con quel collega un po’ noioso.

La giornata pare passare in fretta e mi viene in mente la bonanima di mia nonna che era solita ripetermi: “Impiegato quand’è che ti fai vedere con un bel paio di baffi?” Cara nonna, sono cresciuto parecchio da quei giorni e quei baffi me li farei volentieri crescere solo per farti vedere che anche se ce li avessi ben curati, dopotutto, non ci starei così bene…quelle erano cose di altri tempi, credimi. Ho la pelle del viso molto delicata io: non so mica se li sopporterei! E poi sembrerei un cinquantenne e le colleghe mi riderebbero dietro, questo è sicuro. E poi che ti devo dire, per lo Stato Italiano sono un Dottore in Economia, mica un Filosofo, senza nulla togliere ai cari Filosofi di professione. Qui in azienda ti guardano piuttosto male se ti presenti con la barba. C’è un‘etichetta, qualcuno sempre pronto a criticarti e la puzza sotto al naso che aleggia nell’aere.

Nel pomeriggio invece quasi ci si addormenta, a parte un po’ di riordino e qualche telefonata, si passerebbe volentieri più che qualche quarto d’ora alla macchinetta. Un bel sollievo invece è la signora delle risorse umane che con i suoi caterpillar ai piedi passa a  consegnare le buste a noi dipendenti. Una favola.

Peccato che quando la apri, ripensi subito a  come hai trascorso l’ultimo mese ed un piccolo moto di ira nei confronti del sistema sopraggiunge alle dita sul mouse che iniziano vorticosamente ad aprire l’applicativo Word su Windows ed in men che non si dica a digitare sulla tastiera l’ennesimo fantastico articolo del Vostro Impiegato In Carriera. Così penso:”E’ quello che ti meriti”. Prendo la prima signora che mi capita a tiro e via giù a perculamenti d’altri tempi…”Signora scusi, posso farle una ricarica al cellulare? Così solo per ricordarLe di rispondermi la prossima volta che le lascio un messaggio”.

Queste sono soddisfazioni ragazzi, altrochè. Chissà la faccia che ha fatto quando ha visto il numero del conto da cui arrivava, pfuuu. Grazie del giro comunque. E’ finita qui.

Ora vado, è ora di rincasare. 

Ci rileggiamo presto, tipo la settimana prossima, ciaaao!

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In Mezzo Ad Una Profezia

Come mi sento? Mi sento come quando ti svegli presto la mattina, non hai dormito molto ma sei comunque riposato, ti sei dato una sciacquata alla faccia e hai fatto colazione mentre la tua compagna dorme di là nel lettone con la pargoletta e la cagnolina sonnecchia nella sua cuccia XXL size.

Oggi è un gran giorno, la carriera è rampante e la poltrona tanto ambita si avvicina a piè sospinto. O per lo meno la prima ora del mattino e la penultima settimana del mese sono ben occupate: finalmente qualcosa si muove. Sto addirittura pensando di modificare il nome del blog, non sono uno scaramantico, questo mai, in ogni caso la dicitura “(un po’ sfigato)” potrebbe diventare “(rampante)”, così…di buon auspicio. Il pericolo, se di pericolo si tratta, è questo, ovvero perdere tutta una fetta di follower che sono fortemente attratti dai titoli un po’ autoironici. Si, è vero, il richiamo al mood Fantozziano dell’attività impiegatizia era d’obbligo: “COM’E’ UMANO LEI”… 

Tuttavia a volte si è piccoli, ma così piccoli, talmente piccoli, che veramente bisogna imparare ad essere umili con dignità. Guardare, imparare e coprirsi bene le spalle, questo perché anche se è Estate, basta un colpo di vento per prendersi un accidenti. E questo lo eviteremmo volentieri. Quindi niente di troppo limitante in alcun ambito, dedizione e dignità. 

#soloilmeglio

Difficile da dirsi e da farsi quando pensi che comunque a qualcosa stai già rinunciando e che rinuncia porta a rinuncia. Ma tornando a noi, ormai sono un Vero Blogger da mesi e i like e i follow li conto sulle dita di una mano, mi piace scrivere, anche se a volte lo farei con meno entusiasmo.

Ultimamente mi è capitato si leggere altri blogger, più di uno in realtà, che raccontano emozionati le loro esperienze in collaborazione con riviste, giornali e chi più ne ha..più ne ha…tra recensioni di libri e articoli in partnership. Bene, cari colleghi poeti, scrittori mancati e webstar mi rivolgo a voi: per piacere intasatemi pure la casella postale coi vostri messaggi accorati, datemi consigli, contatti, dritte. Mi piacerebbe trasformare quest’hobby in un’attività —> questo oppure un bel pensiero per il blog ditemi di cosa volete che parli…

Intanto, aspettando che arrivi il mio momento, mi godo questo istante profetico, in mezzo ad una fantastica compagnia, la vostra, ascoltando un po’ di musica gggiovane e passeggiando tra le bancarelle e i furgoni del mercato nella pausa pranzo mentre il corriere GLS mi recapita a casa l’ultima avanguardia procurata su Amazon, yeee.

Questo doppio lavoro trovo sia veramente un toccasana: ti distrae, ti rioccupa, ma mi raccomando, se anche voi fate come me…lontano da orari di ufficio. 

Ora devo andare, il dovere mi chiama e non posso farmi aspettare. Non leggetemi se non volete, ma sappiate che qui sul web c’è un Vero Impiegato In Carriera che ha aperto un Blog e vari Social.

Ci rileggiamo tra una settimana esatta, finitevi la settimana da veri signori!

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