Nulla Più Che Una Coperta Calda

Ho preso il primo caffè della giornata, ne ho bevuto metà e poi sono salito in auto. Dovevo andare in ufficio, mentre me ne sarei andato volentieri al mare… poi però qualcosa scatta dentro di me, tac…tac… e rieccomi in tangenziale in coda, poi sommessamente alla scrivania: tutti i giorni, tutta la vita. Le mie 8 ore, la mia pausa pranzo, i miei colleghi. Bhe che dire, il mondo dell’industria sembra piuttosto noioso, un po’ come Fantozzi, la sua nuvoletta e Pina. Esodati, persone che iniziano qua, finiscono là, no, senza diesel, un sacco di caffè alla macchinetta, questa è un po’ la quotidianità di impresa di oggi. Pare una passeggiata, ma in realtà è una cosa seria. Siamo in Italia e tutti vorremmo il posto fisso, come Checco Zalone nel film, magari nelle Poste, o in comune, in una grande multinazionale solida, oppure in banca o in assicurazione. Anch’io avrei voluto essere un bancario, oggi le aziende ci sono e domani non ci sono più. Dico siamo in Italia perché fossimo negli States allora esempi come la Leman Brother la fanno da caposaldo. Forse bisogna solo chinare un po’ la testa, veramente abituarsi al peggio e camminare sorridenti tra le avversità che queste giornate ti presentano. Non è facile per nessuno, chiunque vorrebbe una bella coperta calda da mettersi addosso per continuare a dormire un po’, fino alla pensione diciamo. Basterebbe quello. E invece a 34 anni suonati sono ancora costretto a dover pensare costantemente al futuro. Che tra l’altro non è una prerogativa che mi appartiene. Ovvero, non si sa mai nella vita, ma in ogni caso alcune piccole, fondamentali certezze bisogna essere abbastanza previdenti da costruirsele, perché se no si rischia grosso.

Io per esempio tra tutte le esperienze che ho provato fino a qualche anno fa, quella del volontariato tra i clochard della mia città me la ricordo ancora bene. Quante storie, quanti sguardi, quante mani, uomini e donne che magari prima avevano una vita e che adesso invece vivono all’addiaccio.

La speranza non deve mai venir meno e me ne rendo conto. 

Domani è Sabato e io sarò a casa con la mia ragazza e con la mia bambina, dedicherò tutto il mio tempo da buon padre e me le coccolerò. E anche se avrò i nervi e sarò arrabbiato nero, avrò la pazienza di godermi il weekend con la mia famiglia. 

Probabilmente dovrò fare commissioni, spese e cene comandate coi parenti ma tutto questo avrà un rivolto positivo, si perché è il weekend, un due giorni tutta per noi in cui non si deve lavorare per forza, ma per piacere. Le faccende di casa, gli svaghi in compagnia, i sorrisi della mia piccola L

Spero che il tempo ci accompagni, spero di recuperare un po’ di forze, spero di riuscire ad aprire gli occhi solo dopo una certa ora, perché non mi voglio svegliare strapresto.

Ed è la stessa cosa che auguro a voi e ai vostri cari 

Ci rileggiamo la settimana prossima con altre favolose novità dal mondo del vostro Impiegato (Un Po’ Sfigato) In Carriera. 

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Una Casa In Affitto Nel Posto Giusto E Altre Piccole Cose

Eccoci arrivati alla week 21, ne mancano ormai 31 a Capodanno e 12 giorni all’Aid (l’ultimo giorno di Ramadan). Per chi se lo stesse chiedendo in questo momento, No, non sono musulmano e a questo punto potrei svelare dettagli personali sul vostro blogger preferito: Il Vero Impiegato Un Po’ Sfigato, ma eviterei con buona pace di chi legge interessato, così evito di annoiarvi. Vorrei invece parlarvi di una cosa che mi sta a cuore e che penso molto fortemente sia degna di nota. Io col mio blog sto facendo un viaggio, e si sa, gli imprevisti sono all’ordine del giorno, quindi: datemi retta un solo secondo. Non è molto lungo un secondo, in un secondo può anche scorrerti la tua intera vita davanti agli occhi.

Ieri sera ho avuto un momento sigaretta veramente importante, mi sono sentito come il protagonista assoluto del film Sliding Doors: mi sono chiesto e domandato, cosa sarebbe veramente successo se nella mia vita avessi fatto una cosa piuttosto che un’altra. Oddio se solo avessi affittato quella casa, oddio se solo quella ragazza non mi avesse lasciato, oddio se mi fossi dato un’occhiata prima allo specchio prima di uscire di casa stamattina. Niente da fare. A quella casa ho fatto dare la vernice alle mura, compresi i termosifoni, quella ragazza mi ha lasciato e no allo specchio proprio non mi ci sono guardato.

Mi sono davvero sentito come quando ero solo e senza soldi, sbigottito è dire poco. E per restare in tema cinefilo rimango ancora sorridente a quattro palmenti alla ricerca della felicità. Tutto sarebbe cambiato e io probabilmente non avrei passato i brutti momenti a cui sono andato incontro. Tutto deve ancora cambiare e io non lo voglio più fare, o per meglio dire, proprio non posso. Questo è quanto. Non posso più permettermi di restare alla canna del gas, non posso più essere ciò che la gente da me si aspetta che io sia.

Devo pensare a me stesso adesso, devo pensare alla mia vita.

Dicono che dagli errori si impari, il più furbo vince. O almeno crede, la realtà è un’altra. La realtà è che tutti noi ci dobbiamo ascoltare e procedere dritti fino alla meta senza troppi indugi, senza incertezze, perché mi hanno detto, ed è vero, che se ci credi, ci riesci. E io muoio dalla voglia di riuscire nei miei obiettivi, devo farcela. Non sarà bello, non sarà facile, ma ci devo riuscire. Me lo sono posto come obiettivo. Mi sono fatto una promessa una volta, dovrei mantenerla. Ciò che manca adesso non mancherà in futuro, ne sono convinto. E mi dispiace per chi non ci riuscisse, perché a pensare male si fa sempre centro. Il buono di tutto questo è la vincita o la rivalsa: la vittoria su te stesso, i tuoi problemi, le tue paure, i tuoi dubbi. Se anche voi ci riuscite, per favore lasciatemi un segno, prima o poi ci confronteremo.

Guardo la luna e dico: che bella luna.

Guardiamoci meno attorno e pensiamo più a noi stessi. 

Ci rileggiamo la settimana prossima, buona settimana people.

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Quando Parte Una Parte Di Te

Siamo nei meandri di una grotta, bisogna trovare la propria strada, molto spesso si decide, e anche io l’ho fatto, di non oltrepassare un certo limite. Occorre coraggio e gentilezza, anche se a volte risulta difficile.

Ero in compagnia, adesso ho perduto una parte di me, ed è una cosa che succede spesso ultimamente, direi tutti i giorni. La mattina sono tutto arzillo e pimpante, mentre la sera proprio non ce la faccio neanche a sollevare un braccio…finchè non ritorno a casa e non vedo le mie fanciulle. Devo dire che la cosa è alquanto fastidiosa ma uno ce la mette tutta. E poi c’è anche chi cerca di salvare baracca e burattini con ragionamenti strani che il più delle volte funzionano a tirarti su il morale. Non voglio scrivere un post triste, ma sento oggi che c’è un po’ di amarezza nell’aria. Anche se trovi sempre qualcuno ad ascoltarti, che un pensiero per te lo spreca pure. Qualcuno che ti appoggia la mano sulla spalla e ti dice, forza campione ce la puoi fare. E tu che fai? Lo ascolti oppure no? Ti fidi del tuo istinto, vai oltra quella barriera che divide te e lui mille miglia di anni luce? L’importante è che tu sappia sempre cosa fai…anche se i tempi sono bui. C’è sempre qualcuno che riderà, non capirà le battute e ti prenderà un po’ in giro. Come ci sarà sempre qualcuno che ti aiuterà nel momento del bisogno. Bisogna tenere un decoro, anche quando una parte di te se ne va. Bisogna essere forti e provare, anche qui, a non lasciarsi andare. Se si chiude una porta si apre un portone, e probabilmente il mio portone non si è ancora aperto. E’ anche vero che non ho mai creduto a quella favola che raccontano in tanti di toccare il fondo prima di vivere davvero. E io intanto continuo a fare fotocopie, a scrivere i miei articoli e voler bene alla mia famiglia. Qualcuno ha tracciato un percorso da lassù, tu lascia che la strada che percorri ti parli e cerca di andarle in contro, capisci cosa vuole e dagli ciò che credi sia più giusto. Questa è forte, anche se qualcuno ti molla sul più bello, non covare rancore, anche se decidi tu stesso di alleggerirti di una zavorra non provare rimpianto, ci sarà sempre qualcuno pronto a rialzarti. Spesso le cose capitano velocemente, altre volte meno, ma mai perdersi d’animo. Non è una battaglia, non è un gioco, molto spesso un divertimento riesce a cacciare qualsiasi male. Non bisognerebbe mai smettere di divertirsi, tornare indietro e cercare di essere cortesi con tutti. La pazienza è una virtù dei forti e bisognerebbe averne tutti un po’ di più.

Oggi è una bella giornata, bisogna adattarsi alle condizioni, volenti o nolenti, e bisognerebbe cercare senza paura di non scagliarsi l’uno contro l’altro. E’ un ottimo periodo per avere buoni amici e fare ottimi affari, cercando di non tralasciare nulla. Occorre davvero riprendere in mano, sul palmo, quelle che sono le cose essenziali del vivere quotidiano. 

Ci rileggiamo la prossima settimana, buon weekend a tutti!

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Giorno Dopo Giorno

Giorno dopo giorno, un giorno alla volta, si, va così. Oggi, che siamo a metà settimana, mi sento come se mi avessero preso a calci nel sedere tutta la vita. Eccomi, con i miei pensieri e le mie emozioni. Oggi, e forse sbaglio, vorrei solo non sentire tutto questo male al c**o, sfruttare la rabbia che ho dentro e finalmente rialzarmi per riconnettermi al resto del mondo. Ma si può? Si, secondo me si può fare, ed oggi, anche se il tempo tradisce l’incertezza che covo dentro, è la giornata giusta.

Un po’ di grigiore, le nuvole e un po’ di pioggia forse è proprio quello che ci vuole adesso, devo meditare, calmarmi un po’, trovare lo spirito giusto e procedere a passi da gigante verso il futuro del Vero Blog Di Un Impiegato (Un Po’ Sfigato) In Carriera.

Si è vero, molto spesso il tempo aiuta! Quindi tempo al tempo, e con una buona dose di fortuna, forse, anche noi riusciremo a sentire una voce dal cielo che ci chiama e ci dice: “Giovanni”, “Non mi chiamo Giovanni”, ”Ah okay, devo aver sbagliato persona!”.

No, probabilmente è proprio così, io scrivo, rileggo, mi impegno, preso dall’entusiasmo, ma magari sbaglio qualcosa. Essere un blogger di questi tempi va tanto di moda ma, sfondare è un’altra cosa. Molti si danno alla formazione continua, altri si dilettano con la crescita personale, altri ancora leggono per diletto, credo fermamente che il thriller sia il genere che la va di più, ma quanti sono disposti a trovare ed amare qualcosa per immergersi nelle crepe, che si è vero possono essere pericolose, ma in compenso danno un significato più profondo a quel dannato muro.

Si dice che per scrivere bene bisogna leggere tanto, ma ne avete letti libri ultimamente? Da lettore posso dire di non essere ancora riuscito a trovare quel qualcosa in aggiunta che cerco in un libro. Eppure gli autori sono tanti, alcuni sono famosissimi, altri meno, altri niente. Ma saper scrivere deve anche venire da dentro, e ciò che manca lo si impara.

Ne vorrei parlare apertamente e lo faccio qui sul blog, perché è mio J

Oggi, come dicevo, occorre vestirsi, fare colazione e correre a lavoro, come tutti i santi giorni. Bisogna laurà, darsi da fare, bisogna accelerare. Non riesco proprio a farne a meno. 

Voglio vivere bene con ciò che mi guadagno, ovvio, e le cose che ho conquistato non me le toglieranno, e se anche succederà, punterò sempre a qualcosa di meglio per me e la mia famiglia.

Con la calma si risolve praticamente tutto e credo fermamente sia la virtù più importante da coltivare.

Questo per risolvere giorno dopo giorno piccoli e grandi problemi che sia. Tutto ciò che si nasconde dietro ad una calma apparente, ecco, quello occorre anticipare. Perchè se ci riesci, se ti aiutano a farlo, troverai sempre qualcuno dopo disposto ad aiutarti a crescere, anche se penso sia altrettanto importante fare da sé. Crescere in questo posto è davvero dura, ma qualcuno deve pur farlo. IO

Ci rileggiamo la settimana prossima, buona conclusione di settimana

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Un Palmo Dal Cielo

E mentre dormi tra le braccia di Morfeo

Ti porterò ad un palmo daccelo

E adesso, tutto intorno sembra più leggero

Sogni che disegno nello stereo

 

Vedi che strano

Quando si chiudono gli occhi e tu stanco

Cerchi nel grano

La mi testa che affonda nel letto, il divano

Baby, ci siamo

Ti racconto la storia dei sogni che ho fatto

Li realizziamo

Pure gli incubi quelli che non sai che fa’

Si, ma tieni n’età

Le coperte per aria te fann’ agito

Cerca n’tau, riman’

Ho sognato un bambino con gli occhi miei, fra

Ho sognato i miei fan

Ed un ladro che ruba una cosa che costa

Ho sognato gli infami

Ho sognato, scappavo, ma non so da chi

E ho trovato ‘sto libro

Ho sognato che Pino Daniele era vivo

Nella musica dentro

Una macchina in viaggio e non c’era nessuno

Una donna col velo

Ho sognato mia nonna che dice

“Clemente, ascoltiamo ‘sto rap”

Ho sognato il mio cane che faceva festa

Ho sognato le giostre

E una notte ribelle, una notte di sesso

Ho sognato le coste, che portavo spettacoli in comunità

Sogno la verità

E di togliere pietre qui, dalla mia scarpa

Ho sognato pietà

Ho sognato che salvavo la mia famiglia

E con facilità nascondevo il mio corpo nella sicurezza

Ero in braccio a papà

Ho sognato la mia mente saltare là, dove tutto ci sta

E la brezza del mare che poi mi accarezza

Verso la libertà, verso la libertà

E mentre dormi tra le braccia di Morfeo

Ti porterò ad un palmo daccelo

E adesso, tutto intorno sembra più leggero

Sogni che disegno nello stereo

 

E mentre dormi tra le braccia di Morfeo

Ti porterò ad un palmo dal cielo

E adesso, tutto intorno sembra più leggero

Sogni che disegno nello stereo

 

La mia magia

Ho sognato un amico che poi andava via

Ho sognato Maria

Ho sognato la pace nella mia follia

La giustizia divina

Ho sognato dei pacchi di veda bollita

Ho sognato la vita

Ho sognato il casino e la tanta energia

Le partite alla Play

Una tipa che parte e non ci tengo a lei

Ho sognato i freestyle

Con il sole nascosto, occhi da fish eye e la pubblicità

Palazzine che sono bellezza d’Italia

Monumenti, città e dentro l’anima

Se vuoi fare un monologo, fallo per bene

solo se gli interessa

Fatti trovare più preparato di sempre

Quando arriva il regista

L’occasione che passa tu prendila al volo

Sogni di cartapesta

Ho sognato di essere una grande raspar

La mia vita di adesso

 

E mentre dormi tra le braccia di Morfeo

Ti porterò ad un palmo daccelo

E adesso, tutto intorno sembra più leggero

Sogni che disegno nello stereo

E mentre dormi tra le braccia di Morfeo

Ti porterò ad un palmo daccelo

E adesso, tutto intorno sembra più leggero

Sogni che disegno nello stereo

 

Clementino-Tarantelle

 

Ci rileggiamo da domani in avanti!

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Le Cattedrali Bruciano

E’ una metà mattina di un metà mese qualsiasi, come molti altri; siamo in Primavera e manca poco a Pasqua. Quest’anno sta andando verso la fine a velocità stratosferica e, notizia di ieri sera, una di quelle che segneranno questo 2019 e probabilmente il secolo XXI, è che è bruciata la cattedrale di Notre Dame a Parigi. Nonostante l’incendio sia completamente estinto, il drago di fuoco ha lasciato dietro di se una vera catastrofe. Una di quelle belle grosse: il tetto è crollato ed uno dei principali simboli di una delle città più importanti d’Europa è rimasta gravemente mutilata. E’ colpa dell’uomo o della natura? E’ questo che ora noi tutti increduli ed allibiti ci chiediamo.

Le Torri Gemelle, il terremoto ad Amatrice del 2016, il ponte di Genova, oramai se ne sentono di tutti i colori praticamente tutti i giorni. Ed ogni volta bisogna che noi ci si faccia trovare pronti, ma è difficile. Non ci siamo abituati. Il mondo è bello perché è vario, si dice, la Natura fa il suo corso portando con sé uomini ed il consueto vivere civile. Non siamo bestie, abbiamo costruito molto nel corso dei secoli ma, siamo in grado di distruggere qualunque cosa nel corso di pochissimo tempo. Gli uomini cambiano, passando dalle parole ai fatti. E solo potessi parlare, ho le lacrime agli occhi, ciò che ha reso immensamente felice il mondo intero, mi ha lasciato una ferita ed una scia di amarezza. Com’è possibile questo? Dio da, Dio toglie, ma noi alla fine ce la caviamo sempre, si spera… Ingoiamo tutto, ci passiamo sopra come se nulla fosse successo, abbattiamo pianto e dolore, andiamo avanti. E chi è più bravo in questo gioco perverso, vince. Tutti vanno di fretta, siamo troppo impegnati sui nostri obiettivi: chi si ferma è perduto. Non ci parliamo, non ci guardiamo, non ci tocchiamo. Contro chi urleremo vendetta oggi? Non si sa mai che pur qualcuno dovrà pagare. Benissimo. Non sarò da meno, mi unirò al coro, silente. E’ questa la vita che abbiamo scelto. Tutto deve crollare, tutto deve finire prima o poi. Non combattere la guerra è la mia scelta, è inutile, qualcuno se la dimenticherà prima o poi. Si deve dire Mai Più. Mai Più questo, Mai Più quello. Bisogna che io pensi solo a me stesso. Tutto brucia ! !

Mi sono fatto un’idea: l’uomo, non tutti, ma molto molto in generale, non ce la fa proprio. Non è che non vuole, sceglie la strada più difficile e la persegue con insistenza, con egoismo. Che un po’ ci sta, ma si preferisce esagerare. Non credo si possa far niente. La soluzione non esiste. Anche se sono convinto di avere potenzialità enormi, anche se credo nella forza dell’Uomo e della Natura, sono il solo.

Ho combattuto la mia battaglia e quando credevo di aver vinto mi hanno sopraffatto. Molto scorrettamente. Anche senza nessuna guerra. Perché l’importante è non farsi mettere sotto, da nessuno. Vero o c’è dell’altro?

Sono bruciato anch’io oggi nel rogo con la cattedrale. 

Ci leggiamo la prossima settimana, buon weekend.

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La Verità Va Esagerata

Avete mai eccesso in qualcosa, esagerato?

A me è capitato. Niente vizi s’intende, esclusivamente passioni e desideri. C’è stato un tempo non tanto lontano che era facilissimo sentirmi felice, invincibile e incredibilmente vivo. Vorrei tanto parlarvi di quel periodo ma rischierei di annoiare qualcuno, credo… Questo perché tra un si ed un no si rischia sempre di annoiare qualcuno, anche se inviterei caldamente quel qualcuno a vivere ciò che ho vissuto io: le emozioni, i battiti del cuore e i pensieri. Poi succede sempre che qualcosa va storto, per ingenuità più che altro. Ciò che impari però diventa utile, molto utile. Come una leva con cui sollevi pesi via via più grandi e, le sfide che affronti crescono all’aumentare della mole che ti carichi sulle spalle. A volte mi capita di pensare se per caso non sia ancora troppo ingenuo ma, l’esperienza permette di controllare meglio il destino: se prima avevo bisogno di un paio di mesi per riflettere su ciò che stavo facendo; adesso tendo a buttarmi nella novità con uguale entusiasmo ma i tempi di riassorbimento sono calati drasticamente. “Esagerare humanum est” e, con le dovute cautele, lo dovrebbe essere per molti. Quindi:

1)      Prudenza

2)      Coraggio

3)      Adeguatezza Controllata

Tutti noi affrontiamo le situazioni con stati d’animo diversi che per lo più tendono ad evolvere, l’epilogo lo decidi tu e devi essere costante per trasformarle in successi. (questo probabilmente lo dico più per me che per voi)

E poi non capisco perché per qualcuno alcune cose sono esagerate e per altri sono straordinaria normalità. Chi sbaglia e dove? Io sono il tipo di persona che ascolta tutte le campane, poi cerco di prendere tempo, più o meno lungo, per riflettere e molto spesso mi rendo conto che entrambi hanno torto e se una mi ha dato delle sensazioni, l’altra non è stata da meno. Piacevole? Non piacevole? Sta a me giudicare e arrivare ad una conclusione, la quale detterà le mie azioni. Eccedendo da un lato avrei rischiato molto probabilmente di tralasciare qualche importante dettaglio, però, se così non fosse stato, sarebbe stato sicuramente esagerato.

I tempi forse non erano maturi e io sotto sotto ci ho rimesso. Ora mi tocca “attaccarmi alla canna del gas”. Trattare tutto come se non ci sia un futuro non lo trovo così divertente, anche perché l’abbondanza esiste e molti, moltissimi lo sanno e se ne stanno ben in disparte per non destare sospetti nella loro esagerazione. Bisogna certamente essere mooolto più furbi di così.

C’è anche chi non è capace ad esagerare in maniera sana, o meglio bisogna portarceli e in ogni caso devi sempre stargli dietro perché si tende a dimenticare e in questo mondo fatto di morigeratezza ed esagerazioni occorre mettersi a testa china per non pensarci più, per oltrepassare l’inaccettabile. 

Dopodichè accade sempre qualcosa, che da più o meno felicità: un’esagerata normalità che ti fa sorridere.

Ci leggiamo la settimana entrante, mi raccomando non esagerate

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Una Consulenza Magica

Questo incipit non ha per forza a che vedere con stuoli di cappelli, mantelli e bacchette magiche, non necessariamente.

Oramai mi sono reso conto a pieno che lavoro e famiglia portano via un sacco di tempo e di energie.

Ci sono giorni che penso che tutto questo dovrebbe evolvere in meglio e sono trentacinque e qualche mese (tre), qualche giorno (tredici) e qualche ora (altre otto)  che attendo. 

Mi sono sempre dato da fare, qualche volta senza far niente, in barba a chi ce l’ha con chi ce la fa senza il minimo sforzo e incredibilmente mi sono anche reso conto che tutto torna.

Sono inevitabilmente interessato ad un sacco di cose, ma non riesco a focalizzarmi contemporaneamente su tutto; ho più o meno tempo, più o meno voglia ma, tempo al tempo, tutto torna: migliorato, più grande, più piccolo, magari ha ceduto spazio a qualcos’altro, ma è verissimo, torna.

Qualcosa lo dimentico e qualcosa mi viene in mente, le certezze sono ormai troppo poche e le aspettative troppo alte, o comunque più alte di oggi che sguazzo in un liquido semisolido di colore marrone. 

Vorrei soltanto che tutto fosse più onesto e semplice, più leggero.

Le situazioni cambiano e sono cambiate in passato troppo rapidamente e troppo drasticamente, con una gravità fuori da ogni parametro, ma la gente si adatta, lo accetta così così, perché ahinoi è l’unica cosa che possiamo fare.

Mi capita talvolta di cambiare atteggiamento di fronte a certe situazioni e di uniformarmi lungo una traiettoria tracciata, sempre la stessa, anche se a volte mi ritrovo un po’ spaesato, quindi tendo un pò ad improvvisare, incrociando tutto l’incrociabile per evitare che sia l’ennesima sconfitta. Quindi anelo a più leggerezza, capire, agire e costruire in modo da non dovermi mai pentire di quello che faccio e non avere mai rimpianti, uscirne indenne: “va bè, ci ho provato ma non è andata, prooossimooo…”. Dall’altra parte devo preoccuparmi di avere radici solide e robuste, quelle importanti, poiché queste portano benefici e se volessi massimizzare questi benefici devo essere in grado di gestirli questi rami sottoterra, sempre con la massima massima massima cautela.

Mi capita anche talvolta di ritrovarmi con la testa tutta da un’altra parte mentre mi trovo in luogo, casa-ufficio ad esempio e viceversa. I confini sono labili, in barba al qui ed ora. E allora vicino alla collega penso a quanto sarebbe bello stare in pigiama e ciabattine o a casa di uscire sul balcone e respirare l’aria di quel grigio, lungo corridoio che percorro ogni giorno più volte al giorno, l’unico sollevo è la bollatrice che si trova piantata sulla parete nel mezzo, proprio sotto la bacheca degli avvisi.

E allora perché no?! Mi è venuta in mente un’idea meravigliosa, che si accompagna a tante altre e che potrebbe pararmi il culo a cui ne seguiranno altre, così che il mio unico pensiero qui sarà defilarmi e le ferie coi permessi.

Ci leggiamo la settimana prossima, mai più perdere il ritmo, guai! Eh eh

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Qualche Appunto Sul Destino

Il destino esiste o non esiste? Ogni tanto mi capita di leggere di persone che predicono la propria morte, ecco io non credo di essere così preciso ma ogni tanto alcuni segnali mi dicono che butterà male e ogni volta qualcosa di brutto si realizza. Ora, io personalmente non vorrei proprio essere così sfigato, ma questo è tanto.

E proprio di questi tempi mi sta ricapitando la stessa cosa…e la cosa sinceramente mi preoccupa un tantino.

È come un meccanismo che si innesca e che non dipende da te. Ci sarà mai un modo almeno questa volta di evitarlo? Va così, passi un periodo più o meno lungo sereno ed è come se qualcuno giudicasse ogni tua azione, dopodiché, un bel giorno ti alzi e lui/loro sono lì, presenti, per giudicarti, con il responso in mano. Ti mancano 7/8 anni, 1 anno, Dio solo sa quando. E tu non puoi farci proprio nulla, perché sai che succederà qualcosa , qualunque cosa tu faccia, anzi, molto probabilmente ciò che fai aiuta il destino a compiersi.

Ok altra pausa…e poi è capitato…però mi ritrovo qui oggi. La vita a brandelli nelle mani che tutto sembra tranne che un corpo omogeneo, ma poche sono le certezze e la visuale sul futuro è ampia e profonda. Nessuna certezza ma il brio sprigionato da questa prospettiva è allettante è pieno di speranza. La consapevolezza di bazzicare un cesso e la certezza che non sarà sempre così, la determinazione di volerne prendere solo il meglio, lasciarsi il passato alle spalle ed adottare un po’ di strategia per sfruttarlo fino in fondo bhe, questo non ha prezzo. Dopo qualche breve intendo momento no qualche buona notizia. E intanto respiro profondamente, è un respiro d’istinto. Primordiale. Qual’è il destino? Prendo appunti.

Qualcosa sopra le aspettative, qualcosa che mi faccia sentire bene, qualcosa che non vorrei. E dopo qualcosa di bello e inaspettato. Si rusca, si ruscherà, il dolore si sente, si sentirà? Ho un obbiettivo, più di uno, qualcuno. Devo solo prendere appunti, la vita va sempre avanti, non fa mai una pausa e io devo stare al passo. È questione di momenti, è questione di persone, è questione di opportunità, non si scherza, bisogna che io sia serio e motivato. Molto motivato. Quel ciencio che ho tra le mani urla frasi sconnesse, può essere un buon capo. Delicato, importante. Devo avere le mani giuste e tanta ironia.

Uno alla volta i brandelli si curano e si aggiustano è il destino avrà finalmente il suo giusto spazio.

Tutto ha un destino, tutto succede per un motivo, a me scoprire il migliore e costruire.

Come un edile, come un architetto, come un ingegnere. Il giusto mix tra più e meno, più o meno un cocktail, fisico e testa. La frustrazione fa fare cose agli uomini di cui non si rendono conto, qualcuno glielo dovrà dire. Piedi ben piantati a terra e nervo saldo. I più furbi in testa, i più deboli nelle retrovie. Strategia.

È lunedì ed era mercoledì di due settimane fa, il tempo vola..

Ci leggiamo la settima prossima, buona serata!

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Millesimi

Che giornata strana questa.

Sembra quasi che qualcuno voglia il male per se stesso. Non mi sembra vero. E anch’io sono un po’ cambiato, sono sempre lo stesso ma più evoluto, come i prodotti della Apple. Forse un po’ più maturato ma con i piedi e la testa ben saldi alla superficie. Di questi tempi se ne sentono di tutti i colori e molto spesso subisco passivamente le situazioni più snervanti. Per questo motivo mi capita molto spesso di tornare col pensiero al passato: un passato fatto di spazi e tempi liberi, un passato fatto di consapevolezza e magia. Oggi invece più che mai mi guardo attorno e penso che ciò che consideravo la normalità, per l’uomo, la società e perché no anche le macchine non lo è più. Ma poi mi sposto e mi accorgo che ciò che ritengo normale lo è anche per qualchedun’altro ma, mi rendo anche conto che probabilmente è sbagliato. Come Quelo. Bhe gli anni, i giorni i millesimi sono passati e anche se sono cresciuto ci sarà sempre qualcuno che lo sarà sempre un pochino più di me. Ho quindi realizzato che ciò che contava prima non conta più e ciò che conta adesso lo devo ancora capire per benino. Il piombo addosso si fa sentire con tutto il suo veleno e mi chiedo quando, come e se finirà tutto questo. Il lavoro mi tiene attivo, gli affetti mi confortano. È bello ogni tanto guardarsi in giro e vedere che tutto ti stimola. Esausto trovo la forza di ricominciare. Le condizioni non sono il massimo a dirla tutta, metti su qualche chiletto e non riesci più a guardarti con gli stessi occhi. Io vorrei solo andare un po’ al mare. Vorrei avere energia da vendere e fregarmene meno del giudizio altrui. Voglio e posso: è carta bianca da scrivere, è uno spazio tutto mio. Come quando sai di poter fare tutto quello che vuoi e questo ti basta per non superare mai il limite, perché se me lo impone qualcuno poi un pensierino ce lo faccio sempre a qualcosa fuori dalle regole. È automatico. Nessun intervento, solo piacere. È come un organo che funziona bene. Tipo un rene. Ieri era la giornata mondiale del rene.

E poi ci sono giornate migliori, dove spunta il sole e l’aria si intiepidisce. Non smetterò mai di stupirmi dello trascorrere della vita: lenta e decisa. La notte sogni il più bel sogno della tua vita, la mattina ti dedica con fervore ai tuoi interessi, il pomeriggio dopo pranzo sei un po’ stanco e non riesci a concentrarti più di tanto e decisamente vai più a rilento, la sera…la sera non lo so ancora ma spero in qualche cosa di piacevole e infine una nuova notte con, molto probabilmente, una sveglia inaspettata e una lunga veglia, pronto a sognare di nuovo, pronto a ricominciare. Qualcuno ti chiama, a volte scrivi e a volte leggi, ma sono sempre quei dannatissimi millesimi a fotterti. Un attimo sei così, l’attimo dopo non lo sei più e hai voglia a raccontarti nelle cronache…ogni volta è una sorpresa anche per te stesso.

Millesimi, battiti di ciglia…

Ci rileggiamo come di consueto la settimana prossima.

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