Il Buco All’Orecchio

Piercing, tatoo e barba hipster, in ufficio si sa, non vanno un granchè. Metti caso che passa il Dottore, i Figli del Dottore o l’Amministratore Delegato, che figura ci fai? Sei serio? Stiamo scherzando? Ma dai…

che poi un buco all’orecchio cosa vuoi che sia, ma niente no, non se ne parla, così come le orecchiette a pranzo, il fumo durante gli orari di lavoro (le sigarette sono l droga dei poveri), perché qui in questa strana galassia, noi si è abituati a lavarci i denti con lo spazzolino elettrico dopo i pasti in mensa, tipo quelli che fanno quei fantastici sottili fasci di luce rossa se pigi un po’ troppo contro le gengive, siamo abituati a bere acqua naturale fuori frigo e soprattutto a parlare a bassa voce con un’espressione bonaria.

Ecco tutto questo poco si addice ad uno stile di vita alternativo, se no poi va a  finire che qualcuno si incazza. Mica vorrai perdere uno stipendio sicuro e tanti buoni compagni di viaggio e tutta l’aria condizionata aggratise che vuoi?                                  #             A a A

Ma detto questo, cosa ci fai poi con un buco all’orecchio? Lo fai per il gusto del dolore che provi nel farlo? Lo fai per sentirti più vivo, più libero forse? Ma guarda che fa male. Io vedo ragazze che hanno abolito gli orecchini, eppure il buco gli è rimasto. Nèh… E dai, e poi non si è più ragazzini, anche se si è ancora sulla cresta dell’onda, si è messo sale in zucca e acqua sotto ai ponti ne è passata un bel po’.

Alcune colleghe e/o colleghi per non insultarti ti direbbero semplicemente:

“aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaammazzati!”

Vuoi vincere un bel biglietto diretto per una buona uscita? Ma poi neanche, se sei abbastanza fortunato (e bisogna esserlo seriamente) nessuno ti dirà mai nulla e tu potrai muoverti tra l’officina e la reception, l’amministrazione e la direzione, lo stile e il commerciale, la logistica e la qualità con il tuo bel buco all’orecchio, stringendo mani e dando il cinque a chiunque. E lo mostrerai fiero a tutti, convinto di essere il migliore. Anche se ti dà quell’aria un po’ spavalda, a metà tra un rocker ed un harleysta. Lo farei, sono sincero, giusto per dare un po’ di movimento alla situazione, giusto per far sorridere un po’ questi tristoni che mi circondano, per dargli, giustamente o meno, qualcosa di cui parlare. Basta che poi mi dimentichi e basta. Sono un po’ contento che ti arrovelli nella tua insana tristezza ed un buco all’orecchio è certo che non ti salverà, sei inesperta e/o inesperto ed incommensurabilmente insalvabile.

Non potrei vivere la vita sentendomi addosso le minacce di ludopatici e tristoni. Ho voglia di costruire qualcosa che non si è mai visto prima, un impero, grandioso. E tu in tutto questo non sei prevista e/o previsto, quindi buco all’orecchio o meno, fammi una cortesia, esci per sempre dalla mia vita. Non avrò mai più bisogno di te, sei inutile.

BYE BYE BYE

 

Ci rileggiamo la prossima settimana per nuove straordinarie avventure!

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Un Paio Di Baffi, Un Bicchiere D’Acqua Naturale Ed Una Laurea

Che dire,

la settimana è iniziata alla grande. Alle tre del mattino per la precisione, sotto una pioggia torrenziale. Un caffè corto ed uno yogurt. La doccia e via in macchina nel buio albeggiante della città. Erano le cinque e trenta e l’auto dopo essere appena partita faceva la sua prima sosta al bar. Dopo circa un’ora ero già nella periferia più profonda della città, alla ricerca di me stesso. I pensieri si accavallavano, ma non ve ne parlerò. Ero lì per dei documenti in alcuni uffici statali. Sbrigatomi mi sono lanciato in tangenziale, oddio forse lanciato è un’espressione un tantino azzardata: la pioggia cadeva copiosa e la macchina era pure in modalità ECO, quindi vi lascio solo immaginare. Alle nove e venti ho bollato il mio cartellino e via alla scrivania a bisticciare con la stampante e con quel collega un po’ noioso.

La giornata pare passare in fretta e mi viene in mente la bonanima di mia nonna che era solita ripetermi: “Impiegato quand’è che ti fai vedere con un bel paio di baffi?” Cara nonna, sono cresciuto parecchio da quei giorni e quei baffi me li farei volentieri crescere solo per farti vedere che anche se ce li avessi ben curati, dopotutto, non ci starei così bene…quelle erano cose di altri tempi, credimi. Ho la pelle del viso molto delicata io: non so mica se li sopporterei! E poi sembrerei un cinquantenne e le colleghe mi riderebbero dietro, questo è sicuro. E poi che ti devo dire, per lo Stato Italiano sono un Dottore in Economia, mica un Filosofo, senza nulla togliere ai cari Filosofi di professione. Qui in azienda ti guardano piuttosto male se ti presenti con la barba. C’è un‘etichetta, qualcuno sempre pronto a criticarti e la puzza sotto al naso che aleggia nell’aere.

Nel pomeriggio invece quasi ci si addormenta, a parte un po’ di riordino e qualche telefonata, si passerebbe volentieri più che qualche quarto d’ora alla macchinetta. Un bel sollievo invece è la signora delle risorse umane che con i suoi caterpillar ai piedi passa a  consegnare le buste a noi dipendenti. Una favola.

Peccato che quando la apri, ripensi subito a  come hai trascorso l’ultimo mese ed un piccolo moto di ira nei confronti del sistema sopraggiunge alle dita sul mouse che iniziano vorticosamente ad aprire l’applicativo Word su Windows ed in men che non si dica a digitare sulla tastiera l’ennesimo fantastico articolo del Vostro Impiegato In Carriera. Così penso:”E’ quello che ti meriti”. Prendo la prima signora che mi capita a tiro e via giù a perculamenti d’altri tempi…”Signora scusi, posso farle una ricarica al cellulare? Così solo per ricordarLe di rispondermi la prossima volta che le lascio un messaggio”.

Queste sono soddisfazioni ragazzi, altrochè. Chissà la faccia che ha fatto quando ha visto il numero del conto da cui arrivava, pfuuu. Grazie del giro comunque. E’ finita qui.

Ora vado, è ora di rincasare. 

Ci rileggiamo presto, tipo la settimana prossima, ciaaao!

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In Mezzo Ad Una Profezia

Come mi sento? Mi sento come quando ti svegli presto la mattina, non hai dormito molto ma sei comunque riposato, ti sei dato una sciacquata alla faccia e hai fatto colazione mentre la tua compagna dorme di là nel lettone con la pargoletta e la cagnolina sonnecchia nella sua cuccia XXL size.

Oggi è un gran giorno, la carriera è rampante e la poltrona tanto ambita si avvicina a piè sospinto. O per lo meno la prima ora del mattino e la penultima settimana del mese sono ben occupate: finalmente qualcosa si muove. Sto addirittura pensando di modificare il nome del blog, non sono uno scaramantico, questo mai, in ogni caso la dicitura “(un po’ sfigato)” potrebbe diventare “(rampante)”, così…di buon auspicio. Il pericolo, se di pericolo si tratta, è questo, ovvero perdere tutta una fetta di follower che sono fortemente attratti dai titoli un po’ autoironici. Si, è vero, il richiamo al mood Fantozziano dell’attività impiegatizia era d’obbligo: “COM’E’ UMANO LEI”… 

Tuttavia a volte si è piccoli, ma così piccoli, talmente piccoli, che veramente bisogna imparare ad essere umili con dignità. Guardare, imparare e coprirsi bene le spalle, questo perché anche se è Estate, basta un colpo di vento per prendersi un accidenti. E questo lo eviteremmo volentieri. Quindi niente di troppo limitante in alcun ambito, dedizione e dignità. 

#soloilmeglio

Difficile da dirsi e da farsi quando pensi che comunque a qualcosa stai già rinunciando e che rinuncia porta a rinuncia. Ma tornando a noi, ormai sono un Vero Blogger da mesi e i like e i follow li conto sulle dita di una mano, mi piace scrivere, anche se a volte lo farei con meno entusiasmo.

Ultimamente mi è capitato si leggere altri blogger, più di uno in realtà, che raccontano emozionati le loro esperienze in collaborazione con riviste, giornali e chi più ne ha..più ne ha…tra recensioni di libri e articoli in partnership. Bene, cari colleghi poeti, scrittori mancati e webstar mi rivolgo a voi: per piacere intasatemi pure la casella postale coi vostri messaggi accorati, datemi consigli, contatti, dritte. Mi piacerebbe trasformare quest’hobby in un’attività —> questo oppure un bel pensiero per il blog ditemi di cosa volete che parli…

Intanto, aspettando che arrivi il mio momento, mi godo questo istante profetico, in mezzo ad una fantastica compagnia, la vostra, ascoltando un po’ di musica gggiovane e passeggiando tra le bancarelle e i furgoni del mercato nella pausa pranzo mentre il corriere GLS mi recapita a casa l’ultima avanguardia procurata su Amazon, yeee.

Questo doppio lavoro trovo sia veramente un toccasana: ti distrae, ti rioccupa, ma mi raccomando, se anche voi fate come me…lontano da orari di ufficio. 

Ora devo andare, il dovere mi chiama e non posso farmi aspettare. Non leggetemi se non volete, ma sappiate che qui sul web c’è un Vero Impiegato In Carriera che ha aperto un Blog e vari Social.

Ci rileggiamo tra una settimana esatta, finitevi la settimana da veri signori!

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Colora Il Tuo Quaderno

Quanti di noi hanno un block notes, un quaderno di appunti, un piccolo diario… Bene, ho personalmente imparato che una delle primissime fondamentali regole per avere un rendiconto quasi perfetto, oltre all’ordine e alla calligrafia, è sicuramente quello di tenerlo allegro, colorato, il più possibile.

Si okay, qualche disegno, qualche post-it, qualche sketch divertente e simpatico ci può anche stare. Ma volete mettere i colori? Arcobaleni e arcobaleni di matite ed evidenziatori, penne e pennarelli, un tripudio di scale di grigi e neri lutto che svaniscono nel nulla. Sarebbe fantastico. Non dico sia semplice come bere un bicchiere d‘acqua, perché non lo è, per alcuni magari anche ma non sempre per tutti.

Io ho sempre adorato disegnare e anche colorare, tuttavia crescendo ho anche imparato a mie spese che bisogna rinunciare a qualcosa, prima o poi. Lo sport ad esempio, i cartoni animati, le vacanze…a volte…e qualche volta succede che bisogna rinunciare anche al mondo a colori. Che non è l’ultimo plasma della Samsung neh…

Quando eravamo piccoli, e anche qui, non proprio tutti, il mondo a modo suo era sempre un po’ più colorato, o almeno lo sembrava. A scuola, coi genitori, era tutto un #colore. O no? Poi cresci: le serate in amicizia, le prime fidanzatine, le belle auto, che tanto belle non erano, ma a noi piacevano un sacco. E poi cresci ancora e via giù a lavorare, e i complimenti: bravo, hai fatto davvero un ottimo lavoro! Fino alla pensione. Però quante rinunce, quanti giorni, tutti simili. I miei nonni direbbero “quanta acqua sotto i ponti”. Chi si riesce a costruire una carriera, chi riesce a costruirsi una vita. In ogni caso àcostruire. E quanto è costruttivo tenere un blog, che parla un po’ di te, un po’ di casa, un po’ di lavoro, un po’ di fortuna. Oggi fa caldo, è arrivata l’estate coi suoi colori a tenerci compagnia, ad accompagnarci a Settembre e un po’ più in là, quando cambieranno i colori, quando farà un po’ più fresco, quando pensare al futuro sarà la normalità. Quando saranno passati altri sei mesi e il nuovo ufficio, le nuove colleghe, i nuovi colori, il nuovo sarà solo un ricordo di quello che era.

Intanto voglio pensare al beige della sabbia, l’azzurro del cielo, il blu del mare che mi aspettano tra poche settimane, quando salirò se quell’auto e prenderò la direzione vacanze, per stendermi a braccia incrociate sotto il giallo dell’ombrellone e con in mano l’arancione della mia bibita e l’aria che mi accarezza le guanciotte. Un colore da più senso a quello che stai facendo, trovo. Voi non trovate? Persino i Vigili Urbani con quel bianco, quel verde, quel nero e le loro multe grigie, come il grigio della carta copiativa della copia che ti lasciano sul cruscotto.  Che dire, i colori sono quel qualcosa in più che ti svolta la giornata.

Per non parlare del tuo quaderno su cui puoi scrivere tutti i tuoi pensieri, tu colorali..

Ci rileggiamo la settimana prossima, buona continuazione a tutti.

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Il Santo Patrono

# A quante persone piace passare qualche oretta di pura spensieratezza nei meandri della propria città o del proprio paesello a festeggiare allegramente queste figure rinomabili quali i Santi protettori della propria località.

Benissimo, questo è il motivo dell’assenza del vostro Impiegato In Carriera preferito la settimana scorsa. Una settimana di pausa e oggi si riprende con la solita routine. Le fabbrichette, i negozi, le botteghe, persino i bar erano chiusi. Tutti con tanto di cartello che avvisava dell’imminente chiusura per Festa.

Ah la festa, e tutti chiusi a casa con la famiglia, moglie e figli, a scambiare quattro chiacchiere, a vederli crescere. Il tutto accompagnato e alternato dai pochi impegni che scandiscono la giornata. Un salto alle poste, un salto in palestra, qualche lavatrice, e tanto tanto buon meritato riposo.

Sono settimane lente queste, c’è chi opta per una vacanzina, un viaggetto veloce di qualche giorno per distrarsi, c’è chi si gode le belle giornate e ne approfitta per fare un tuffo in piscina e c’è chi è particolarmente fortunato e si gode la festività imposte.

Oddio, non che avrei preferito andare a lavorare, però per chi è abituato a passare le sue otto ore fuori casa è veramente una bella occasione per imparare molto.

Penso alla mia compagna, che purtroppo sta passando più di un annualità lontana dalla sua scrivania per accudire la nostra pargoletta: è veramente un esempio, è un’ottima madre e una gran lavoratrice. C’è sempre di meglio, è vero, ma certo non mi posso lamentare. .

L’unica cosa che conta in questi giorni di festa è passare ore liete in buona compagnia. Noi ad esempio ci siamo attrezzati dal balcone di casa ma, a parte qualche prova spettacolo non siamo riusciti ad assistere alla performance. Leggo sui giornali che è stata una meraviglia ma neanche tutto sto spettacolo.

Ormai non sono più un giovincello e passare ore in piedi in mezzo alla calca risulta un po’ difficile…ci rifaremo il prossimo anno!

Per chi ha la sfortuna di non sapere di cosa parlo, bhe vi consiglio una bella sagra, in giro per l’Italia ce ne sono proprio tante e l’estate si avvicina piano piano. Se siete di quelli che ogni settimana, ogni weekend o addirittura ogni giorno devono organizzare qualcosa per tenere il morale bello alto, mi raccomando non perdetevi questi splendidi momenti di condivisione e festa. Ogni volta è un’occasione per giocare e per un po’ di sano divertimento. Senza esagerare ovvio…

E se vi lamentate che poi vi viene il mal di testa e vi stancate troppo, per quello nessuna paura: una buona dormita risolve quasi tutto. Eh eh. Il membro sano è d’obbligo ovvio…altrimenti come ci tornate a casa?!

Che poi non è detto che debba andare per forza così, ma si sa siamo tutti ancora belli giovani dentro.

L’esperienza mi ha insegnato che in ogni caso una fotografia, può assolvere ad un eccellente scopo..

Ci rileggiamo la prossima settimana: un buon inizio e una buona fine cari assidui lettori!

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Sciopero Nazionale

Come vanno le cose? Le cose vanno sempre così come vorresti che andassero, sempre meglio.

E’ ora di dire basta, o meglio è ora di impegnarci seriamente per un cambiamento.

Quando tutto turnica vorticosamente è ora di tirare fuori tutto il coraggio che uno ha dentro e provare a far sentire la propria voce. Occorre fermarsi un attimo e ragionare, bisogna ffarsi rispettare con un bel sorriso in faccia. E’ finita l’epoca dei massimi sistemi. E’ finito quel tempo in cui non si può pensare liberamente.

Il vostro Impiegato preferito è giunto in uno di quei momenti in cui i gradini li percorre due alla volta, con forza, impegno e determinazione.

Se penso a quante cose ho rinunciato e continuo a rinunciare…se penso a quanto sono felice e quanto lo vorrei essere ancora di più.

E’ come un viaggio, una relazione, uno sciopero. Questo Venerdì si resta a casa a scioperare, si perché il sindacato nazionale dei Metalmeccanici ha deciso di fermare tutto. Okay, non è il massimo stare a casa mentre la maggior parte dei tuoi colleghi comunque si reca in ufficio a lavorare. Non fai una bella figura con quelli del personale, né tanto meno coi tuoi capi, ma io credo davvero nella causa. Motivi per scioperare ce ne sono sempre, quelli non mancano mai. E poi fare il foglio delle assenze, che quello è il minimo, non porta via troppo tempo…l’unica cosa è che sancisce che per quel giorno l’impiegato ### per il mese corrente percepirà uno stipendio decurtato di una giornata lavorativa: otto ore in tutto. Bhè a conti fatti, direi che ogni tanto bisognerebbe rinunciare a qualcosa. La lotta, la resistenza, le manifestazioni in piazza, a qualcosa servono. Eccome se servono, servono come dicevo prima a far sentire la propria voce in un silenzio assordante.

Noi comuni mortali abbiamo di che da dire e da fare, per chi come noi ha una gran voglia di farsi sentire. Bene, i numeri li abbiamo:

#1 i padroni senza di noi cosa sono?

#2 a casa abbiamo delle famiglie

#3 bisogna sempre pensare al futuro, cambiando nel presente e imparando dal passato

Poniti un obiettivo, prima di diventare tu l’obiettivo, è questo che mi sento ripetere. Io penso che in tutto questo marasma, le occasioni perdute, sono andate e ce ne si deve fare una ragione. Prima o poi si troverà quell’occasione che ti cambierà la vita e ti farà sorridere dentro come non hai mai fatto. Bene, in attesa di quel magico momento nel mentre ci sono un sacco di altre cose, tra cui ad esempio il lavoro.

Qualcuno mi consigliò di lavorare, qualcun’altra di scioperare, io ho scelto di scioperare, è una forma di lavoro anche questo in fondo. Il sindacato fa parte della compagine degli attori coinvolti nell’attività lavorativa e permette di esprimere un disappunto reale o percepito che comunque deve essere espresso in qualche modo. Altrimenti è giusto che sia così? Tutti in fila alla follatrice come Fantozzi.

Non è per farmi vedere, o farmi bello, è un mio diritto.

 

Alla settimana prossima, ma ciaooo.

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<3

Probabilmente è tutto ciò che resta e probabilmente lo si fa solo per correttezza nei confronti di se stessi, e neanche per quello. Non importa, io so quanto vale una parola, so quanto credo in quello che dico, non importa continuerà ad essere sempre così.

Io non sono una di quelle persone che si rammarica più di tanto, però mi fa veramente incazzare vedere la gente che gode delle tue disgrazie, la gente che non se ne fa una ragione, la gente che continuerà imperterrita a fare come se nulla fosse. Bene, di sbagli nella vita se ne fanno tanti, troppi, anche quando credi di essere riuscito a superare tanto, tutto. Non è così, può sempre capitarti di tutto, il pericolo c’è sempre, sta a te essere sempre abbastanza bravo da evitarlo. E quando non ci riesci? Quando non ci riesci ti barrichi dietro ad una corazza che non è la tua, che non sarebbe mai dovuta essere la tua, che non avresti mai voluto e che mai più vorresti. La gente è cattiva? La gente non so se sia cattiva. L’amore esiste? Non lo so se l’amore esiste. Domandone esistenziali. Io so solo che sei hai una vita rovinata, la gente tenderà a ricordare ciò che hai fatto e non ciò che sei. C’è chi è più bravo e chi no? Probabilmente no. Probabilmente c’è chi ti vuole, chi non ti ha mai voluto e chi non ti vorrà. Da chi dipende? Ha senso veramente perdere la serenità per queste cose? Sono veramente in pochi quelli che bisognerebbe considerare, ma alla fine dipende sempre e solo da te. Non importa quanto vuoi bene ad una persona e perché, tutto si risolve in un rapporto che comunque non vorresti avere. Non me ne importa nulla. Io sono così.

Non c’è nessuno che lo capisce, meglio, finchè dura…

Nel titolo ho messo un cuoricino che rappresenta tutto e rappresenta nulla. Non importa con chi avrò a che a fare da oggi in avanti, non è dura, è piacevole, lo sarà sempre. Anche se sono stato tradito, se non potrò mai stare tranquillo, anche se, se, se…quanti se, anche fin troppi.

Sono giovane, ma se mi guardo indietro non mi piace per nulla ciò che vedo, se guardo il presente men che meno se osservò il futuro, sono infastidito.

Non sapete che problemi ho dovuto affrontare e quanti ancora ne sto affrontando, sappiate solo che il vostro Impiegato In Carriera ha pensato più volte che si sarebbe sistemato tutto prima o poi.

Prima o poi.

Forse ho sbagliato più volte io, ma perché darsi la colpa di qualcosa di cui tu alla fine la colpa non hai. Nessuno mai è contento di quello che ha, sono leggi universali che non si possono impedire. L’amore è un attimo. Che non esiste. Possono farti tutto il male di questo mondo, c’è sempre un motivo più grande per farlo. Non farti fregare. Se lo vorrai, davvero, lo vorrai. Non sarà ne lui a trovare te, nè tu a trovare lui. Non serve. Cibati di cose buone se riesci, a volte meglio soli che male accompagnati. Oggi splende il sole, è una bella giornata, non hai ancora trovato l’amore? ❤ ❤ ❤ <3.

Ci rileggiamo la settimana prossima, buona continuazione.

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Nulla Più Che Una Coperta Calda

Ho preso il primo caffè della giornata, ne ho bevuto metà e poi sono salito in auto. Dovevo andare in ufficio, mentre me ne sarei andato volentieri al mare… poi però qualcosa scatta dentro di me, tac…tac… e rieccomi in tangenziale in coda, poi sommessamente alla scrivania: tutti i giorni, tutta la vita. Le mie 8 ore, la mia pausa pranzo, i miei colleghi. Bhe che dire, il mondo dell’industria sembra piuttosto noioso, un po’ come Fantozzi, la sua nuvoletta e Pina. Esodati, persone che iniziano qua, finiscono là, no, senza diesel, un sacco di caffè alla macchinetta, questa è un po’ la quotidianità di impresa di oggi. Pare una passeggiata, ma in realtà è una cosa seria. Siamo in Italia e tutti vorremmo il posto fisso, come Checco Zalone nel film, magari nelle Poste, o in comune, in una grande multinazionale solida, oppure in banca o in assicurazione. Anch’io avrei voluto essere un bancario, oggi le aziende ci sono e domani non ci sono più. Dico siamo in Italia perché fossimo negli States allora esempi come la Leman Brother la fanno da caposaldo. Forse bisogna solo chinare un po’ la testa, veramente abituarsi al peggio e camminare sorridenti tra le avversità che queste giornate ti presentano. Non è facile per nessuno, chiunque vorrebbe una bella coperta calda da mettersi addosso per continuare a dormire un po’, fino alla pensione diciamo. Basterebbe quello. E invece a 34 anni suonati sono ancora costretto a dover pensare costantemente al futuro. Che tra l’altro non è una prerogativa che mi appartiene. Ovvero, non si sa mai nella vita, ma in ogni caso alcune piccole, fondamentali certezze bisogna essere abbastanza previdenti da costruirsele, perché se no si rischia grosso.

Io per esempio tra tutte le esperienze che ho provato fino a qualche anno fa, quella del volontariato tra i clochard della mia città me la ricordo ancora bene. Quante storie, quanti sguardi, quante mani, uomini e donne che magari prima avevano una vita e che adesso invece vivono all’addiaccio.

La speranza non deve mai venir meno e me ne rendo conto. 

Domani è Sabato e io sarò a casa con la mia ragazza e con la mia bambina, dedicherò tutto il mio tempo da buon padre e me le coccolerò. E anche se avrò i nervi e sarò arrabbiato nero, avrò la pazienza di godermi il weekend con la mia famiglia. 

Probabilmente dovrò fare commissioni, spese e cene comandate coi parenti ma tutto questo avrà un rivolto positivo, si perché è il weekend, un due giorni tutta per noi in cui non si deve lavorare per forza, ma per piacere. Le faccende di casa, gli svaghi in compagnia, i sorrisi della mia piccola L

Spero che il tempo ci accompagni, spero di recuperare un po’ di forze, spero di riuscire ad aprire gli occhi solo dopo una certa ora, perché non mi voglio svegliare strapresto.

Ed è la stessa cosa che auguro a voi e ai vostri cari 

Ci rileggiamo la settimana prossima con altre favolose novità dal mondo del vostro Impiegato (Un Po’ Sfigato) In Carriera. 

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Una Casa In Affitto Nel Posto Giusto E Altre Piccole Cose

Eccoci arrivati alla week 21, ne mancano ormai 31 a Capodanno e 12 giorni all’Aid (l’ultimo giorno di Ramadan). Per chi se lo stesse chiedendo in questo momento, No, non sono musulmano e a questo punto potrei svelare dettagli personali sul vostro blogger preferito: Il Vero Impiegato Un Po’ Sfigato, ma eviterei con buona pace di chi legge interessato, così evito di annoiarvi. Vorrei invece parlarvi di una cosa che mi sta a cuore e che penso molto fortemente sia degna di nota. Io col mio blog sto facendo un viaggio, e si sa, gli imprevisti sono all’ordine del giorno, quindi: datemi retta un solo secondo. Non è molto lungo un secondo, in un secondo può anche scorrerti la tua intera vita davanti agli occhi.

Ieri sera ho avuto un momento sigaretta veramente importante, mi sono sentito come il protagonista assoluto del film Sliding Doors: mi sono chiesto e domandato, cosa sarebbe veramente successo se nella mia vita avessi fatto una cosa piuttosto che un’altra. Oddio se solo avessi affittato quella casa, oddio se solo quella ragazza non mi avesse lasciato, oddio se mi fossi dato un’occhiata prima allo specchio prima di uscire di casa stamattina. Niente da fare. A quella casa ho fatto dare la vernice alle mura, compresi i termosifoni, quella ragazza mi ha lasciato e no allo specchio proprio non mi ci sono guardato.

Mi sono davvero sentito come quando ero solo e senza soldi, sbigottito è dire poco. E per restare in tema cinefilo rimango ancora sorridente a quattro palmenti alla ricerca della felicità. Tutto sarebbe cambiato e io probabilmente non avrei passato i brutti momenti a cui sono andato incontro. Tutto deve ancora cambiare e io non lo voglio più fare, o per meglio dire, proprio non posso. Questo è quanto. Non posso più permettermi di restare alla canna del gas, non posso più essere ciò che la gente da me si aspetta che io sia.

Devo pensare a me stesso adesso, devo pensare alla mia vita.

Dicono che dagli errori si impari, il più furbo vince. O almeno crede, la realtà è un’altra. La realtà è che tutti noi ci dobbiamo ascoltare e procedere dritti fino alla meta senza troppi indugi, senza incertezze, perché mi hanno detto, ed è vero, che se ci credi, ci riesci. E io muoio dalla voglia di riuscire nei miei obiettivi, devo farcela. Non sarà bello, non sarà facile, ma ci devo riuscire. Me lo sono posto come obiettivo. Mi sono fatto una promessa una volta, dovrei mantenerla. Ciò che manca adesso non mancherà in futuro, ne sono convinto. E mi dispiace per chi non ci riuscisse, perché a pensare male si fa sempre centro. Il buono di tutto questo è la vincita o la rivalsa: la vittoria su te stesso, i tuoi problemi, le tue paure, i tuoi dubbi. Se anche voi ci riuscite, per favore lasciatemi un segno, prima o poi ci confronteremo.

Guardo la luna e dico: che bella luna.

Guardiamoci meno attorno e pensiamo più a noi stessi. 

Ci rileggiamo la settimana prossima, buona settimana people.

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